“Report Legambiente, dati allarmanti per il Lazio”
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ROMA - Il consigliere regionale Devid Porrello:"Si lavora a un piano energetico già vecchio e basato su soluzioni energetiche ad alto impatto ambientale".

ROMA – “Uno scenario allarmante quello che emerge sul Lazio nel dossier Mal’Aria di Legambiente, non tanto per i dati relativi al superamento dei limiti anti smog previsti dalla legge, che riguardano in particolare Roma e Frosinone, ma per il fatto che ad oggi la regione Lazio ha fatto ben poco per contrastare l’inquinamento atmosferico: va a rilento il rispetto del Protocollo sottoscritto con il ministero dell’Ambiente per l’avvio, tra le altre cose, della revisione del piano regionale della qualità dell’aria, e lavora a un piano energetico regionale, che nasce già vecchio sia perché si basa su dati del 2014, che di certo non possono fotografare la situazione attuale, sia perché di fatto continua a puntare su fonti fossili e e soluzioni energetiche ad alto impatto ambientale per i territori del Lazio”. Così Devid Porrello, consigliere regionale M5S in commissione Lavori pubblici e vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, commenta i dati sullo smog diffusi oggi dal report annuale di Legambiente.

E ancora: “La realtà della nostra regione fotografata dal dossier di Legambiente vede Frosinone entrare nella top ten delle città ‘fuori legge’ con 77 giorni di superamento dei limiti consentiti dalle norme Ue anti smog di Pm10 nell’aria, seguita da Roma con 46 giorni. Inoltre nella Capitale, nonostante i mesi di lockdown e la diffusione dello smart working, è stato superato quello che sarà il nuovo valore medio annuale suggerito dall’Oms per il biossido di azoto (NO2)”.

“Una situazione rispetto alla quale le istituzioni, a tutti i livelli, dovrebbero dare risposte coerenti e in fretta – prosegue Porrello – E invece in consiglio regionale siamo in procinto di discutere l’approvazione di un piano energetico regionale ormai obsoleto”.

“Come M5S invece chiediamo che, oltre a partire da dati aggiornati, bisogna puntare sulla decarbonizzazione per la produzione di energia elettrica, rinunciando alle fonti fossili e all’installazione e/o potenziamento di grandi impianti – spiega Porrello -, come ad esempio le centrali a carbone e a gas di Civitavecchia e Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, e, in generale, ad interventi ad alto impatto ambientale, come ad esempio avviene in alcuni casi per la geotermia”.

“Bisogna invece puntare – conclude – sulle fonti rinnovabili e un loro corretto utilizzo, come ad esempio l’idrogeno, del tutto assente invece nel Per, nonostante sia fondamentale sia per la produzione di energia che per la riduzione dei consumi anche da parte dei grandi divoratori di energia, quali il porto di Civitavecchia o i grandi siti industriali”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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