Regole del default aziendale, Cna: "Vanno cancellate, mettono a rischio le imprese"
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ROMA - Allarme di CNA: “Cancellare le regole sul default aziendale. Mettono a rischio la tenuta delle imprese”.

ROMA – Allarme di CNA: “Cancellare le regole sul default aziendale. Mettono a rischio la tenuta delle imprese”.

Dal 1° gennaio entreranno in vigore le nuove regole sul default, che
decreteranno lo stato di insolvenza per chiunque sia inadempiente nei
confronti delle banche per più di 90 giorni, anche per importi irrisori.

Sono sufficienti 100 euro perché un artigiano o una piccola impresa sia
considerato in default. “Si tratta di regole europee pensate per prevenire i rischi patrimoniali del sistema bancario ma che finiscono per diventare una vera spada di Damocle per artigiani, imprese, famiglie e per le stesse banche”, sostiene CNA, che lancia l’allarme e chiede il completo superamento della definizione di default e la revisione del cosiddetto “calendar provisioning” (le nuove norme della Bce sulle coperture dei crediti deteriorati).

Quest’ultimo regola la valutazione del merito creditizio secondo meccanismi tanto rigidi e sproporzionati per i crediti di importo minore
quanto inadeguati all’attuale fase di profonda recessione scatenata dalla
pandemia.

Soluzioni valide in tempi normali sono inadatte ai tempi drammaticamente straordinari che stiamo vivendo. Da tempo la CNA sostiene che il mantenimento di queste regole restrittive avrà effetti devastanti su artigiani e piccole imprese che già scontano grandi difficoltà per ottenere finanziamenti. La CNA sollecita, quindi, il massimo impegno del governo per trovare soluzioni a livello europeo che non vanifichino la proroga della moratoria e il potenziamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese previsti nel disegno di legge di bilancio allo scopo di alleviare la pesante situazione finanziaria delle imprese.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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