Regione Lazio: l'acqua torna pubblica
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Con un voto all'unanimità il consiglio regionale del Lazio dà il via libera alla legge che riporta la gestione dell'acqua in mano pubblica
Enrico Panunzi

Governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua. Lo ha stabilito il consiglio regionale del Lazio approvando all’unanimità la legge sulla tutela delle acque pubbliche che nasce da un’iniziativa referendaria firmata da oltre 40mila abitanti del Lazio ed approvata da 39 Consigli comunali.

“Si tratta – spiega il consigliere regionale del Pd e presidente della commissione Ambiente Enrico Panunzi – di una conquista molto importante che ha tra principi base la ripubblicizzazione e l’inalienabilità dell’acqua, vista come bene comune sottratta alle logiche mercatistiche”.

Daniele Sabatini

Soddisfatta anche la minoranza. “Il Nuovo Centrodestra ha dato un contributo importante alla normativa – dice Daniele Sabatini

– con un emendamento che introduce il principio di salubrità dell’acqua, elemento quanto mai rilevante in un momento in cui l’emergenza arsenico è all’attenzione delle istituzioni locali”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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