Regione Lazio-Comuni del Viterbese, aperto un tavolo permanente di confronto per la ripartenza. Leodori: "Dobbiamo scongiurare di passare da lockdown a blackout economico"
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VITERBO - La prospettiva è stata proposta nella giornata di ieri, all'interno di una call conference moderata dal presidente della Provincia Pietro Nocchi, dal vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori. 

VITERBO – Un tavolo aperto tra Regione Lazio e comuni della Tuscia per costruire insieme la ripartenza. La prospettiva è stata proposta nella giornata di ieri, all’interno di una call conference moderata dal presidente della Provincia Pietro Nocchi, dal vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori. 

Lo stesso ha anche invitato i sindaci a rivolgersi al consigliere regionale Enrico Panunzi e all’assessore regionale Alessandra Troncarelli per fare arrivare sui tavoli della Regione Lazio le proprie richieste, indicazioni e idee. 

Un atteggiamento costruttivo quello di Leodori che, insieme al consigliere Panunzi, ha ascoltato le istanze dei primi cittadini. Il presidente Nocchi ha avuto cura di raccogliere quanto emerso dal primo confronto e organizzarlo in un documento da mandare in Regione. 

“Apriamo un tavolo di incontro dove possiamo lavorare insieme alla ripartenza. Il momento è difficile e il vostro impegno deve essere massimo proprio ora, perché adesso viene il momento più complicato – le parole di Leodori -. Confrontatevi, producete idee e progettualità e incontriamoci ogni due settimane per fare il punto”. 

“Finora l’attenzione è stata rivolta tutta verso il contenimento del virus. Adesso dobbiamo scongiurare di passare dal lockdown al blackout del nostro sistema economico. Cari sindaci, siete in prima linea”. Il messaggio lanciato da Leodori agli amministratori del territorio. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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