Regionali, Sergio Pirozzi gira la clessidra: "Il centrodestra ha tempo fino al 26 gennaio alle 15 per unirsi a noi"
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Gli Stati Generali La Fune
Gira la clessidra Sergio Pirozzi. E lo fa davanti agli occhi del mondo di centrodestra (lato elettori), che si sta chiedendo cosa stanno combinando i propri referenti politici. 

Gira la clessidra Sergio Pirozzi. E lo fa davanti agli occhi del mondo di centrodestra (lato elettori), che si sta chiedendo cosa stanno combinando i propri referenti politici. 

Mattina di mercoledì 24 gennaio, conferenza stampa presso il comitato elettorale de Lo Scarpone. 

Pirozzi: “Chi vuole star con me ha tempo fino al 26 gennaio. Chi si vorrà apparentare con noi ha una scadenza per farlo, il 26 gennaio alle ore 15. Lo dico per rispetto degli elettori del Lazio, soprattutto del centrodestra ma non solo, che chiedono e non capiscono”. Poi continua: “Quel giorno è il giorno del mio compleanno e quindi qualsiasi saranno le decisioni di apparentamenti noi festeggeremo”.

Gli domandano anche della candidatura di Parisi. La risposta suona così: “Non ci può essere un candidato buono per tutte le occasioni”. Poi racconta qualche retroscena sui movimenti messi in atto per farlo ritirare dalla corsa alla Regione Lazio: “Ho incontrato circa 10 giorni fa Tajani e mi è stato chiesto se volevo fare il vicepresidente della Regione e ho detto di no, se volevo un posto di Parlamento e ho detto di no, anche se aspiravo a un ruolo nel Governo. Ringrazio tutti per la fiducia, da Renzi fino agli ultimi che mi hanno offerto un posto in Parlamento, ma ho capito che sarebbe stato per lo sfruttamento dell’immagine di un uomo che rappresentava una tragedia: sarei stato funzionale a prendere voti e poi sarei diventato uno che schiaccia i pulsanti”.

La partita delle regionali per l’area di centrodestra appare piuttosto complicata e critica. 

 

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