Regionali, ogni giorno un nome: oggi il candidato del centrodestra è Parisi
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Il centrodestra pare amare farsi del male. Più del Partito Democratico, il che non è facile. Da mesi infatti le voci sul candidato presidente alle prossime elezioni regionali non trovano una degna conclusione.

Pirozzi, Gasparri, Sangiuliano, Matone, Meloni? No, Parisi. Il centrodestra pare amare farsi del male. Più del Partito Democratico, il che non è facile. Da mesi infatti le voci sul candidato presidente alle prossime elezioni regionali non trovano una degna conclusione.

Sarà perché la competizione è data per persa in partenza, dato il consenso che sembra avere tutt’ora il candidato del centrosinistra Nicola Zingaretti, almeno secondo molti sondaggi. Sarà perché il centrodestra è più che mai alla ricerca di nuovi equilibri. Sarà quel che sarà, ma la figura che sta facendo la coalizione nel Lazio è davvero di quelle pessime. Un brutto presagio per le prossime elezioni comunali del Capoluogo.

In queste settimane sono stati fatti tantissimi nomi per la scelta del candidato unitario. Invano. Dopo il passo in avanti di Sergio Pirozzi, già in piena campagna elettorale da un po’, ecco che di altre persone pronte ad essere candidate ne sono spuntate come funghi.

Dopo i Fratelli d’Italia Fabio Rampelli e Giorgia Meloni, il giudice Simonetta Matone; il giornalista Sangiuliano e Maurizio Gasparri ecco il volto “nuovo”. Si tratta di Stefano Parisi, ex candidato sindaco di Milano sconfitto nel 2016, leader del movimento Energie per l’Italia,

Secondo quanto riporta Repubblica, sarebbe stato addirittura un terzo fratello d’Italia a fare il nome di Parisi: Ignazio La Russa.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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