Regionali, occhio alla partita di Giulio Marini
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VITERBO - La foto che abbiamo deciso di pubblicare racconta una "macchinata" che non è così impossibile immaginare sulla tratta Viterbo-Roma già dai prossimi mesi. 

VITERBO – Occhio alla partita del “bandolero stanco”. Tra i corridori di questa campagna elettorale per le imminenti regionali troviamo lui: sir Giulio Marini. Un vero e proprio veterano della politica locale, anche se tante esperienze non gli hanno tolto la “fame” positiva e la voglia di fare. 

Se i sondaggi non fallano la sua candidatura, con il partito azzurro, è posizionata all’interno della coalizione data per vincente. Certo una scorpacciata di preferenze per Forza Italia non è immaginata come possibile e avere i numeri per diventare consigliere regionale risulta impresa difficile. Ma la foto che abbiamo deciso di pubblicare racconta una “macchinata” che non è così impossibile immaginare sulla tratta Viterbo-Roma già dai prossimi mesi. 

Questo perché se è vero che Sabatini è l’uomo forte nella corsa al consiglio regionale la “vecchia volpe” Giulio Marini potrebbe trovarsi protagonista di una corsa in due tempi. La prima, quella di domenica e lunedì, per dare il proprio contributo diretto alla causa. Poi la seconda durante quelli che saranno i giorni di fuoco di formazione della nuova giunta regionale. Se infatti la spuntasse Rocca allora, potete scommetterci, il nome del divo Giulio viterbese sarebbe tra quelli papabili per entrare nel nuovo esecutivo. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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