Regionali - Liberi e Uguali vicini all'intesa con Zingaretti; Bersani: "Non sostenerlo è un errore"

Una posizione assunta in risposta all'appello lanciato sulle pagine di Repubblica dai "padri nobili del Pd": Romano Prodi e Walter Veltroni.
“Proviamo a trovare un’intesa in Lazio e Lombardia“. Questa la linea all’interno di Liberi e Uguali. A tracciarla, in queste ore, Pier Luigi Bersani e il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi.
Una posizione assunta in risposta all’appello lanciato sulle pagine di Repubblica dai “padri nobili del Pd”: Romano Prodi e Walter Veltroni.
E, conversando con i giornalisti in Transatlantico, lo stesso Bersani ha ammesso che la strada del sostegno a Zingaretti è la meno complicata, diverso il caso di Gori. Poi ha continuato: “Dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri“.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















