Regionali Lazio - Sondaggio segreto rivela la Caporetto del centrodestra senza Pirozzi alla guida
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No Pirozzi no party. Sembra essere questo il disegno che emergerebe da un sondaggio segreto di cui in queste ultime ore ha scritto Antonio Rapisarda su Il Tempo. Lo chiamano "effetto scarpone".

No Pirozzi no party. Sembra essere questo il disegno che emergerebe da un sondaggio segreto di cui in queste ultime ore ha scritto Antonio Rapisarda su Il Tempo. Lo chiamano “effetto scarpone”.

Alle prossime regionali del Lazio il centrodestra avrebbe possibilità di sfondare soltanto convergendo sulla candidatura del sindaco di Amatrice, annunciata lo scorso 15 novembre e rimasta a secco di appoggi da parte dei partiti. Negli ultimi giorni sono circolate voci di un Pirozzi pronto al dietrofront.

Anche se il gruppo che sostiene la sua candidatura ha commissionato un sondaggio (una settimana fa all’istituto Ipr marketing) da cui emergerebbe che Pirozzi rappresenterebbe l’unica carta per il centrodestra unita di riprendere la Pisana. Senza di lui sarebbe sfida Zingaretti, molto forte, e Movimento Cinque stelle guidato da Roberta Lombardi.

Ma il centrodestra, anche in virtù degli incastri per le scelte maturate in merito ad altre regionali, tiene tutto sospeso. E la trazione forzista sembra guidare il gruppo lontano da Pirozzi. Il nome più accreditato per la corsa alla presidenza della Regione Lazio è quello di Maurizio Gasparri.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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