Regionali, il centrodestra cerca di superare Pirozzi. Tra i candidati in ballo per la presidenza Rampelli e Ciocchetti
ciocchetti
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Regionali, a destra sono in atto i grandi movimenti. A pochi mesi dal voto per il rinnovo della presidenza e del consiglio della Regione Lazio è tutto un inseguirsi di voci.

Regionali, a destra sono in atto i grandi movimenti. A pochi mesi dal voto per il rinnovo della presidenza e del consiglio della Regione Lazio è tutto un inseguirsi di voci.

La candidatura di Sergio Pirozzi, attuale sindaco di Amatrice, resta quella che sembrerebbe avere più appeal presso l’elettorato. Un elettorato sempre più stanco dei politici “classici” e alla ricerca di altre forme di leadership. E nell’era della centralità della comunicazione Pirozzi sembra essere, agli occhi di molti, il candidato ideale. Quello in grado potenzialmente di riportare il centrodestra alla guida della Regione.

Ma Pirozzi non sarebbe gradito agli ambienti del centrodestra romano, che starebbero lavorando per dirottarlo verso altri lidi (Senato?). Così da fare rientrare nel ballo volti noti della politica laziale. L’asse pare destinato a essere quello composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con Salvini. E i nomi circolanti sono quello di Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) e quelli di Francesco Giro e Claudio Fazzone, che sarebbero stati indicati da Antonio Tajani in persona.

Ma la sintesi potrebbe arrivare su un altro candidato, legato alla parte del centrodestra che fa capo a Raffaele Fitto e risponderebbe al nome di Luciano Ciocchetti. Ciocchetti già ex vicegovernatore del Lazio potrebbe rappresentare una sintesi tra l’ala forzista e Fratelli d’Italia e una proposta convincente anche per Noi con Salvini.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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