Regionali, Forza Italia gioca la carta Maurizio Gasparri per la presidenza
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Il vicepresidente della Camera dei Deputati è il nome sul tavolo. Messo in gioco da Renato Brunetta è l'uomo che gli azzurri vorrebbero come candidato unitario. La mossa fa parte della strategia di “sbarramento duro” da parte dei “berluscones” al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

Presidenza Regione Lazio, l’opa di Forza Italia sul candidato unitario (?) del centrodestra si chiama Maurizio Gasparri.

Il vicepresidente della Camera dei Deputati è il nome sul tavolo. Messo in gioco da Renato Brunetta è l’uomo che gli azzurri vorrebbero come candidato unitario. La mossa fa parte della strategia di “sbarramento duro” da parte dei “berluscones” al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

Figura che ha iniziato la sua corsa verso la Pisana in sostanza da indipendente, nella speranza di incassare il sostegno dei partiti. Ma anche il più propenso dei leader di centrodestra, leggasi Matteo Salvini, avrebbe fatto marcia indietro. Ergo Pirozzi, molto probabilmente, tenterà una scalata in solitaria. Operazione che di questi tempi magari non gli consentirà di vincere ma di ottenere un buon risultato sicuramente sì.

Giocare una campagna elettorale da uomo antipartiti potrebbe essere premiante. Ma torniamo a Gasparri. Volto noto della politica nazionale e attualmente capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. Passato in Alleanza Nazionale, il che lo vedrebbe gradito anche alla parte più a destra della possibile coalizione.

Forza Italia, dal canto suo, punta a decidere il candidato presidente. E quella di Gasparri, tra le varie opzionate, sembrerebbe rivelarsi la più solida da percorrere. Ma i tempi non sono ancora maturi e tutto potrebbe ancora accadere.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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