Daniela Bizzarri: “Ciambella una donna che ci rappresenterà”
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Gli Stati Generali La Fune
Daniela Bizzarri prende le parti di Luisa Ciambella, che per le prossime elezioni regionali ha chiesto di farsi collocare in ultima posizione nel listo del Partito Democratcio

Daniela Bizzarri prende le parti di Luisa Ciambella, che per le prossime elezioni regionali del Lazio ha chiesto di farsi collocare in ultima posizione nel listo del Partito Democratcio: “Ho chiesto al segretario regionale Melilli – aveva commentato l’uscita delle liste con Enrico Panunzi Capolista – di collocarmi all’ultimo posto della lista della provincia di Viterbo perché fortunatamente con il sistema delle preferenze sono gli elettori a stilare l’unico ordine che ha valore”.

“Sicuramente – dice Daniela Bizzarri – il principio di collocare come capolista i consiglieri uscenti, per le candidature alla Regione Lazio, dovrebbe essere un metodo per attirare più consensi. È altresì comprensibile che non sia stato difficile mettere solo uomini, in quanto è notorio che le donne candidate anche in passato davano solo un colore di “rosa” alla lista.
Credo che oggi le donne siano talmente intelligenti da capire da sole, che non interessa a nessuno salvaguardare la parità di genere, che anche negli anni passati è stata più volte violata.

Luisa Ciambella ha 39 anni e ha dato prova di essere un’ottima amministratrice, sia quando era in minoranza al Comune di Viterbo e in modo particolare in questi oltre 4 anni da assessore e vice Sindaco, Credo pertanto sia importante per tutti noi, avere in Regione una rappresentante “donna” con la quale potremo instaurare un filo diretto, e che potrà riportare le nostre istanze e le nostre problematiche. Nonostante tutto questo, con il senso di responsabilità, senza arroganza e con molta umiltà ha deciso di fare la sua battaglia, e siamo certe che questa sensibilità verrà premiata e apprezzata da tanti”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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