Referendum sulla trivellazione, i sostenitori del "sì" al Caffè Letterario
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Giovedì 7 aprile un appuntamento per approfondire la questione e sviscerare le problematiche ambientali

Domenica 17 aprile si vota. Il referendum, promosso da nove regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto), chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalle coste italiane senza limiti di tempo. Di tale iniziativa si parlerà giovedì 7 aprile 2016, al Caffè Letterario in via Garbini 59 a Viterbo, alle 18,30.

“Trivelle sì, trivelle no. Ecco i motivi del referendum e perché è importante andare a votare”: questo il titolo dell’incontro moderato dal giornalista Gianni Tassi, fiduciario per la provincia di Viterbo dell’Associazione Stampa Romana, a cui prenderanno parte il professor Giuseppe Nascetti, ordinario di Ecologia e Biologia Marina all’Università della Tuscia, e Umberto Cinalli, Educatore ambientale di Legambiente.

L’incontro è promosso dal Comitato “Viterbo vota Sì per fermare le trivelle”, che sta mettendo in atto molte iniziative a scopo divulgativo e di informazione. Sarà l’occasione, considerando anche la scarsità d’informazioni da parte dei media nazionali su un argomento così importante, di conoscere il quesito referendario e di mettere a confronto favorevoli e contrari. C’è chi teme ripercussioni negative sull’occupazione e chi, invece, guarda soprattutto al rischio dei danni ambientali.

“La rivoluzione energetica, che significa più rinnovabili e più generazione distribuita, è già iniziata in tutto il mondo – affermano gli ambientalisti -. In Italia abbiamo due possibilità: rimanere spettatori o essere protagonisti del cambiamento. La posta in gioco è il nostro futuro”. E aggiungono: “Se vogliamo fermare il cambiamento climatico non abbiamo scelta. Continuando a privilegiare la produzione di energia da fonti fossili non riusciremo a contenere l’aumento della temperatura globale media entro i 2°C, così come si è deciso nella recente Conferenza sul Clima di Parigi”. L’appuntamento è per giovedì 7 aprile 2016, alle 18.30, al Caffè Letterario in via Garbini 59, a Viterbo.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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