Referendum dell'8 e 9 giugno, Erbetti (M5S): "Attacco alla democrazia, in molti comuni della Tuscia non ci sono le plance"
Foto Massimo Erbetti
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Il riferimento normativo è chiaro: i Comuni sono obbligati a predisporre spazi per le affissioni di propaganda da parte dei promotori del referendum, entro un termine stabilito dal decreto di indizione (generalmente 33° giorno antecedente il voto).

VITERBO – “A poche settimane dal voto referendario, dobbiamo denunciare con forza che numerosi Comuni della provincia di Viterbo non hanno ancora provveduto all’allestimento delle plance per la propaganda referendaria, come invece prescritto dalla legge”. A sollevare la questione è il coordinatore provinciale del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti.

“Si tratta di una grave inadempienza da parte delle amministrazioni comunali, che viola non solo le disposizioni legislative, ma anche i principi costituzionali di equità, informazione e partecipazione democratica – continua il pentastellato -. Il riferimento normativo è chiaro: i Comuni sono obbligati a predisporre spazi per le affissioni di propaganda da parte dei promotori del referendum, entro un termine stabilito dal decreto di indizione (generalmente 33° giorno antecedente il voto). Inoltre, la legge impone che gli spazi siano assegnati con delibera della Giunta comunale.

Il mancato allestimento costituisce un’omissione amministrativa che ostacola la libertà di espressione e lede il diritto alla partecipazione attiva sancito dall’art. 48 della Costituzione. Le plance non sono un dettaglio tecnico, ma uno strumento minimo di equità democratica. Il loro ritardo o mancato posizionamento compromette l’effettiva possibilità, soprattutto per i soggetti senza grandi mezzi economici o visibilità mediatica, di informare i cittadini sulle ragioni del Sì o del No.

Sottolineiamo con forza che la propaganda elettorale, anche in ambito referendario, è un diritto riconosciuto ai comitati promotori e ai cittadini, e che le istituzioni hanno il dovere di garantirne le condizioni minime di esercizio. Partecipazione e democrazia sono inscindibili. Senza un’adeguata informazione e possibilità di confronto tra le diverse posizioni, il referendum si svuota di senso e si trasforma in un atto puramente formale, lontano dallo spirito costituzionale che lo ha previsto.

Chiediamo quindi ai Comuni ancora inadempienti di provvedere con urgenza al rispetto della normativa, affinché si possa garantire un percorso referendario realmente libero, equo e democratico”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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