Referendum, dalla Tuscia 81.722 sì e 36.526 no al taglio dei parlamentari. La riforma passa con il 70% del consenso a livello nazionale
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VITERBO - Sempre su scala provinciale ha votato il 48,95% degli aventi diritto. Esattamente sono stati 119.261 i voti espressi su un parterre di elettori totale di 243.632. 

VITERBO – Il sì vince anche nella Tuscia. In 81.722 hanno dato il via libera al taglio dei parlamentari. 36.526 i voti raccolti dal fronte del no. In termini percentuali la riforma costituzionale, passata per il referendum confermativo del 20 e 21 settembre, ottiene nel Viterbese il 69,11% di adesioni e vede contrari il 30,89% degli elettori che si sono recati alle urne. 

Sempre su scala provinciale ha votato il 48,95% degli aventi diritto. Esattamente sono stati 119.261 i voti espressi su un parterre di elettori totale di 243.632. 

Il dato viterbese è di un pelo sotto al sostegno del sì a livello nazionale: 70%. Con l’approvazione della riforma il Parlamento passerà da 945 a 600 membri. Nello specifico alla Camera si scenderà dagli attuali 600 a 400 e al Sentao da 315 a 200. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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