
Referendum costituzionale, circa un migliaio le firme raccolte dalla federazione viterbese del Pd nel capoluogo. Un risultato tiepido per i dem locali, in linea con le difficoltà riscontrate nella raccolta in diverse parti d’Italia. Fatta eccezione della renziana Toscana, dove il dato ufficioso parla di 50mila firme incassate.
Domani le firme saranno consegnate in Cassazione, ma già dal 10 luglio la raccolta è stata interrotta per poter procedere al vaglio delle firme e dei relativi controlli. La campagna, fortemente voluta dal premier Matteo Renzi, è partita il 21 maggio con il Referendum Day. Da quel momento la consegna ai segretari territoriali del modulo per la raccolta delle firme, i banchetti in piazza e la mobilitazione.
L’obiettivo fissato dal vertice del Pd è di 500mila firme. Una prova di forza in vista del referendum di ottobre. Ma qualcosa non sembra essere andato per il verso sperato, almeno questo trapela da fonti interne al partito sui giornali nazionali. Ma anche a livello locale c’è la consapevolezza di una raccolta poco convinta.
I primi rumors parlano di circa 300mila firme raccolte in totale. Del resto, le firme non sono necessarie. Grazie a quelle già raccolte tra i parlamentari le urne ad ottobre si apriranno in ogni caso. Quello della raccolta firme voleva essere uno stratagemma renziano per mobilitare l’elettorato in vista dell’importante appuntamento di ottobre, dove il premier stesso ha deciso di scommettere tutto. In caso di bocciatura della riforma lo stesso Renzi ha annunciato di dimettersi.


















