
Il referendum di ottobre rappresenta per il centrodestra un’occasione per ritrovare l’unità. Così è già iniziata la mobilitazione delle varie anime per dare vita a un comitato provinciale comune per il no. Forza Italia e Noi con Salvini hanno anche deciso di mettere in piedi dei comitati propri, Conservatori e Riformisti invece indica un’altra strada.
Lo fa per bocca del coordinatore provinciale dei “fittiani” Ottavio Raggi, che lancia un appello all’unità di tutti gli ex alleati. “Leggo i vari appelli all’unità del centrodestra da parte degli amici di Forza Italia e Noi con Salvini. Bene noi Conservatori e Riformisti fin dalla nostra nascita auspichiamo e lavoriamo per l’unità di tutto il centrodestra, nessuno escluso – queste le parole del coordinatore -.
Un centrodestra unito e democratico che sappia trovare il proprio leader attraverso una partecipazione, la più ampia possibile, del proprio elettorato; un leader e un programma di governo scelti dal basso e non nel chiuso di qualche stanza.
In vista della prossima tornata referendaria; da oltre un mese abbiamo intrapreso un percorso comune con tutti i partiti e movimenti che fanno riferimento al centrodestra per dare vita ad un Comitato per il No a livello provinciale, a cui poi seguiranno i vari comitati comunali; pur rispettando le posizioni degli altri partiti del centrodestra pensiamo che sia un errore presentarci all’elettorato con comitati propri e comitati comuni, proprio in questa ottica noi non daremo vita a comitati per il no propri, a livello provinciale, perché crediamo fermamente nella forza della unità del centrodestra, convinti come siamo che solo se riusciremo a tornare uniti il nostro elettorato tornerà a seguirci e rivotarci.
Se vogliamo tornare a vincere dobbiamo iniziare a pensare e ragionare come un unico soggetto politico (pur mantenendo le proprie differenze) tralasciando gli interessi dei propri orticelli. Le nostre divisioni ci hanno portato a perdere molte amministrazioni locali, dobbiamo fare ciò che il nostro elettorato ci chiede: “Ritrovare l’unità perduta sulla base di un programma comune che possa dare delle risposte ai tanti problemi che oggi ci affliggono”.
Dobbiamo dare risposte ai tanti giovani disoccupati, ai pensionati che con la loro pensione non riescono ad arrivare alla fine del mese, dobbiamo e abbiamo il dovere di dare un futuro a questo nostro grande Paese”.


















