“Reddito di maternità, il Popolo della famiglia Viterbo consegna 1500 firme”
sesta-assemblea-foto-2
800x120 (1)
VITERBO - Ad annunciarlo il coordinatore Lazio nord del movimento Guido Pianeselli.

VITERBO – All’Assemblea nazionale del Popolo della famiglia tenuta all’hotel Quirinale di Roma, sono stati consegnati da parte dei delegati del movimento provenienti da tutta Italia 59.143 firme raccolte sul disegno di legge di iniziativa popolare per il reddito di maternità.

“Tra queste anche le oltre 1500 firme raccolte dal Popolo della Famiglia di Viterbo in città e nell’intera provincia” ha reso noto il coordinatore Lazio Nord del movimento e candidato della Tuscia alle prossime elezioni europee Guido Pianeselli.

Il Presidente nazionale del PdF, Mario Adinolfi, ha dichiarato dal palco: “Con mille euro al mese per i primi otto anni di vita del figlio riconosciuti alle madri, totalmente finanziati dall’abrogazione dell’elettoral-assistenzialistico reddito di cittadinanza che inchioda l’Italia alla crescita zero, faremo ripartire il Paese anche economicamente perché investire sulla famiglia e sui figli significa creare ricchezza. La nostra battaglia per la vita non finisce con questo obiettivo raggiunto. Ora abbiamo chiara sul calendario la data del 24 settembre, quando scadrà l’anno di tempo dato dalla corte costituzionale al parlamento per esprimersi in materia di suicidio assistito e eutanasia. Ogni voto dato al Popolo della Famiglia alle europee serve a braccare Emma Bonino ma anche i politici pavidi e silenti sul tema come Di Maio e Salvini, affinché non si osi inserire nell’ordinamento giuridico italiano la cultura mortifera del Nord Europa. La vita in Italia è un bene non disponibile, si condanni dunque Marco Cappato per aver aiutato il suicidio di un disabile grave, si ribadisca in Parlamento la validità dell’articolo 580 del codice penale che punisce pesantemente l’aiuto al suicidio. Alle europee si vota anche su queste scelte decisive per l’esistenza di ciascuno di noi”.

 

lafune_800 x 120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
Onda
aiac_banner_01
POST FB 02
domenicale post
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
monastero interno
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2