Reddito di cittadinanza, Rotelli: "Solo a Viterbo pagate più mille persone ma nessuno ha prestato ore di pubblica utilità"
rotelli
aiac_banner_02
VITERBO - Nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione, i beneficiari sono tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai Comuni, da un minimo di 8 ore settimanali fino a, previo accordo tra Comune e beneficiario, un massimo di 16 ore settimanali.

VITERBO – Reddito di cittadinanza, fruitori pagati senza lavorare per colpa delle inefficienze, con i Comuni sempre più in difficoltà. I percettori del Reddito di Cittadinanza sono 1052 nella città di Viterbo e 4721 in tutta la provincia, dati Inps al 20 agosto 2019.

Nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto di Inclusione, i beneficiari sono tenuti a partecipare a progetti utili alla collettività predisposti dai Comuni, da un minimo di 8 ore settimanali fino a, previo accordo tra Comune e beneficiario, un massimo di 16 ore settimanali.

“Di tutto questo non c’è traccia – tuona il deputato viterbese di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli -. Dopo aver letto il post di Luca De Carlo ho fatto un paio di  calcoli: solo a Viterbo in questi 5 mesi di Reddito di Cittadinanza sono state perse oltre 300mila ore lavoro. La dicitura “previo accordo” presente nel decreto è evidentemente una presa in giro. Pensate in tutta la provincia quante ore sono state buttate, c’è un esercito a disposizione dei Comuni e
degli enti pubblici pagato per non lavorare.

Tutto questo mentre le amministrazioni locali sono sole, costrette a inventarsi qualunque cosa per poter portare avanti lavori e manutenzioni a fronte di tagli e riduzioni, mentre i percettori del reddito di cittadinanza restano a casa per l’inefficienza di chi ha voluto una legge sbagliata.

Quante cose si sarebbero potute fare da aprile ad oggi contando sul lavoro dei percettori del reddito di cittadinanza? Cosa sarebbe potuto cambiare nelle nostre città?”.

Masicar800x120-optimize
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
Masicar300x300-optimize
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
Fune 300x300
asvis 2
aiac_banner_01
domenicale post
lafune_300 x 600
TdP_Inalazioni
Jeep_Compass_apex_300x300_200