Reddito di cittadinanza, le opinioni dei partecipanti alla marcia Cinque Stelle Perugia-Assisi
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Molti viterbesi, simpatizzanti e attivisti del Movimento Cinque Stelle, hanno partecipato alla marcia Perugia-Assisi per chiedere il “reddito di cittadinanza” lo scorso sabato.

Molti viterbesi, simpatizzanti e attivisti del Movimento Cinque Stelle, hanno partecipato alla marcia Perugia-Assisi per chiedere il “reddito di cittadinanza” lo scorso sabato.

Anche il Movimento 5 Stelle di Viterbo, insieme a vari Meetup della provincia, con attivisti e simpatizzanti, ha partecipato alla marcia che si è svolta fra Perugia ed Assisi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ”Reddito di cittadinanza”.

Ecco alcuni pareri raccolti dai militanti viterbesi tra i partecipanti. “Il reddito di cittadinanza è in varie forme attuato in molti paesi EU. La proposta di Legge, diversamente dalle ridicole promesse di altre forze politiche, è seria ed ha le coperture finanziarie. Ha infatti avuto la bollinatura della ragioneria di Stato. I disoccupati possono contare su un reddito fisso, garantendo delle ore alla comunità e vengono loro proposti lavori dagli uffici competenti. Lavori di ogni genere che il disoccupato può non accettare per due volte. Alla terza è evidente che non gli interessa lavorare e perde il reddito di cittadinanza. Con il reddito i cittadini non saranno più esposti al ricatto occupazionale che ha sempre contraddistinto l’operato dei partiti politici. I cittadini saranno liberi, anche di informarsi. E un cittadino informato non può che votare M5S”. Commenta Carlo Pizzoni, attivista del Meetup di Viterbo.

“Una marcia del silenzio che per la sua partecipazione vuol sollevare una dignità persa da molti uomini e donne. Il suo silenzio mette in rilievo la compostezza con cui all’arrivo ad Assisi tutta la comunità del M5S intende affrontare la variabilità del lavoro in questo periodo storico. La ridistribuzione dei redditi, la diversificazione degli investimenti, sia pubblici che privati, devono andare di pari passo con il Reddito di Cittadinanza affinché il tutto sia armonizzato e dove il lavoro possa offrire la possibilità di esprimere le proprie competenze, possibilità e capacità personali”. Continua Luciano Viglianti, anche lui presente alla marcia.

Potete trovare sul sito www.viterbo5stelle.it, molte altre testimonianze di viterbesi presenti alla manifestazione che hanno voluto raccontare le loro sensazioni.

Riportandovi questa bella esperienza vissuta insieme vogliamo anche darvi appuntamento a breve sulle strade e piazze della nostra Viterbo, dove ci incontreremo per iniziare a costruire insieme l’alternativa dei prossimi anni.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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