Recupero S. Francesco, Moltoni: "Annunci, si pensi ai fatti. Silenzio assordante sulle biblioteche"
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Recupero di San Francesco, un tema che sta creando dibattito in città e sta dividendo gli animi. Dopo i diversi interventi di politici locali c'è chi punta ad alzare una voce fuori dal coro. Ci scrive Moltoni: "Troppi annunci, servono azioni concrete. Poi ci sono anche silenzi assordanti su altre questioni".

Recupero San Francesco, interviene il consigliere Francesco Moltoni: “La città non ha bisogno di annunci, ma di azioni concrete. Perché i politici locali che si sono sperticati a intervenire su questo volo pindarico di San Francesco non hanno spiccicato una parola sulla situazione del Consorzio biblioteche?”.

L’idea buona, lanciata da Tusciaweb, e a cui si sono accodati in sostegno diversi politici locali è argomento di grande discussione in città. In diversi, pur apprezzando l’iniziativa propositiva, si domandano se la realizzazione di una cittadella della cultura proprio lì debba rappresentare una priorità. Diversi altri sono rimasti meravigliati e colpiti dall’intervento sul tema di parecchi importanti politici locali.

Ieri abbiamo trattato l’argomento (leggi), dal punto di vista de La Fune. La corsa alla riqualificazione di San Francesco, nelle parole di tanti politici locali, ci è apparsa come un po’ preoccupante. La paura è di continuare a vivere nella politica degli annunci casuali, quelli che riempiono il dibattito pubblico magari distraendo da altro. Abbiamo quindi cercato di indicare un luogo dove la riqualificazione è qualcosa di più di un sogno lontano: il complesso di donna Olimpia a San Pietro. Qui recuperare questa proprietà del Comune ridotta a rudere è una sorta di dovere morale e lì sarebbe bello veder nascere una cittadella della cultura e delle associazioni.

Sulla faccenda ci ha scritto il consigliere di ‘Oltre le mura’ Francesco Moltoni.

 

L’intervento di Francesco Moltoni

“Fermo restando che qualsiasi iniziativa che tenda al recupero degli immobili del centro storico di Viterbo è da ritenersi valida, che qualsiasi azione di riqualificazione di spazi è auspicabile, qualche riflessione sono costretto a farla.

In questi giorni si indica San Francesco come centro della cultura di Viterbo. Vorrei far presente che a Viterbo c’è un Consorzio biblioteche, il cui presidente ha lanciato nei giorni scorsi un allarme. Vorrei capire cosa pensano questi noti politici, che prontamente hanno detto la loro in sostegno dell’idea di San Francesco, di questo problema.

Oppure pensiamo di candidare Viterbo a capitale della cultura italiana rischiando di non avere una biblioteca? Questi illustri esponenti perché non si pronunciano su un tema così attuale e dirompente nell’agenda del dibattito pubblico? In merito al ragionamento sulla riqualificazione degli spazi, mi risulta che in via Palmanova esiste una struttura militare vuota, su cui c’è già un progetto Comune-Provincia-Università. Quel progetto che fine ha fatto? Quella non è una struttura utile?

Quella di San Francesco è una proposta lodevole ma la politica dovrebbe avere un’idea organica della città. Una visione globale, con delle priorità. Cosa è prioritario per questa amministrazione? Recuperare San Pietro, che è una proprietà comunale, o andare ad avventurarsi a San Francesco? E’ prioritario il recupero dell’ex tribunale o di San Francesco? Ci sono poi tante altre situazioni. Guardiamo alla Valle di Faul. E’ oggetto di un’importante azione di restyling. Qualcuno ha notato che al centro della valle risistemata rischia di rimanere un rudere? Sto parlando della chiesa diroccata, il Comune non farebbe bene a occuparsi e parlare di quella cosa lì? Non vorrei che si venisse colpiti dall’annuncite, come bene ha scritto La Fune nel suo intervento su questa vicenda, e si vada dietro alle idee senza essersi dati delle priorità.

La città non ha bisogno di annunci ma di azioni concrete”.

 

Chiunque volesse intervenire su questo tema ci scriva a info@lafune.eu o ci contatti tramite facebook e telefono.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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