Recupero ex Ospedale degli Inferni, Del Moro (Confartigianato): "Soddisfazione per accordo tra Regione e Mibact, importante per ridare centralità al centro storico"
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VITERBO - "Crediamo che il recupero di una struttura così importante per la nostra città possa portare ad un effettivo rilancio del centro storico, con un nuovo impulso anche per le attività artigiane, commerciali e ricettive della zona, le quali da troppo tempo soffrono per il degrado e lo spopolamento di quell’area - continua il presidente -".

VITERBO – “Accogliamo con grande soddisfazione l’accordo tra Regione Lazio e MIBACT per il recupero e la rivalorizzazione dell’ex complesso ospedaliero degli Infermi, nel cuore di Viterbo, con l’importante coinvolgimento dell’amministrazione comunale e dell’Università degli Studi della Tuscia. Queste le parole del presidente di Confartigianato Michael Del Moro.

“Crediamo che il recupero di una struttura così importante per la nostra città possa portare ad un effettivo rilancio del centro storico, con un nuovo impulso anche per le attività artigiane, commerciali e ricettive della zona, le quali da troppo tempo soffrono per il degrado e lo spopolamento di quell’area – continua il presidente -.

Auspichiamo, invece, che la struttura, una volta recuperata, diventi, grazie all’insediamento all’interno dell’ex ospedale degli uffici della Soprintendenza e dell’Archivio di Stato,  il cuore culturale della nostra provincia. Ci auguriamo che per il progetto di riqualificazione vengano coinvolte anche tutte le associazioni di categoria del territorio, affinché insieme si possa dare un contributo fattivo all’intervento.

Il recupero dello stabile potrebbe avere, inoltre, un impatto immediato sul nostro tessuto economico qualora si privilegiasse la strada dell’appalto a km zero, coinvolgendo nei lavori di recupero aziende artigiane della Tuscia.  In questo modo si farebbe un balzo in avanti nella crescita occupazionale di un territorio fortemente provato dalla pandemia, in il tasso di disoccupazione resta ancora alto: il recupero dell’Ospedale Grande degli Infermi di Viterbo può rappresentare l’esempio positivo di una catena virtuosa che comprenda diverse figure professionali, dalle ditte
edili a quelle impiantistiche, dai fabbri ai falegnami e ad altre piccole aziende. Ora aspettiamo che dagli annunci si passi in fretta ai fatti, affinché il centro storico di Viterbo possa tornare a rivestire la centralità che merita”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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