Recupero dello Stallone del Papa, rischia di andare tutto in fumo
Recupero Sallupara
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Il recupero di un pezzo della migliore storia viterbese, lo Stallone del Papa di Sallupara, rischia di saltare per inefficienza del Comune di Viterbo. A suonare la sveglia l'ex sindaco Marini.

Il recupero dello Stallone del Papa di Sallupara (Viterbo) è a rischio? La notizia gira da qualche settimana nei corridoi della Viterbo bene. Un’indiscrezione a cui hanno dato corpo le dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco Giulio Marini e riportate stamani su diversi giornali cittadini.

Un milione di euro, già stanziato, che rischia di essere perso. Il 16 ottobre, tra una manciata di giorni, infatti scade la convenzione firmata dal Comune di Viterbo (allora era sindaco Marini) Fondazione Carivit e Carivit spa, finalizzata al recupero dell’importante spazio. Una realtà architettonica di pregio perché realizzata dal grande architetto Bramante e che potrebbe diventare uno spazio funzionale al servizio del capoluogo del Viterbese. Stando alle dichiarazioni dell’ex sindaco Marini i vertici della banca temono di non poter far fronte all’impegno sottoscritto perché il Comune di Viterbo non ha ancora inviato il progetto.

Effettivamente già nel mese di luglio Marini era intervenuto in consiglio comunale per sollecitare l’approvazione del progetto e affinché fosse predisposto tutto il necessario per appaltare i lavori. Nessuno però, tra i nuovi inquilini del Palazzo, sembra aver dato risposte.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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