Re Carlo in visita di Stato in Italia ad aprile. E se tornasse con Camilla a Villa Lante e a Civita di Bagnoregio?
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Al momento le uniche cose certe è l'incontro della coppia reale con Papa Francesco in Vaticano, in occasione del Giubileo, e le tappe di Roma e Ravenna.

Carlo III e la regina Camilla saranno in visita ufficiale in Italia ad aprile. Lo ha annunciato ufficialmente Buckingham Palace. Al momento le uniche cose certe è l’incontro della coppia reale con Papa Francesco in Vaticano, in occasione del Giubileo, e le tappe di Roma e Ravenna.

Possibile che il soggiorno nel Centro Italia porti i reali anche nella Tuscia, dove Carlo è venuto più volte in visita. Non è stata ancora resa nota l’agenda e quindi l’escursione nel Viterbese è solo un’ipotesi sulle possibilità di scelta.  

Re Carlo, allora solo principe di Galles, visitò Viterbo nel 1991. Dormì una notte a Villa Lante e visitò in notturna, come fuori programma, i maggiori monumenti di Viterbo, accompagnato dall’allora sindaco Giuseppe Fioroni. Nel 1993 un altro momento dell’allora principe di Galles sempre nel Viterbese, questa volta a Civita di Bagnoregio.

Carlo d’Inghilterra espresse il desiderio di trascorrere una notte all’interno del gioiello di Bagnaia e a renderlo possibile fu la mediazione dell’onorevole Giulio Andreotti. Fu un evento che destò non pochi grattacapi agli organizzatori perché la residenza cinquecentesca era ormai disadorna. Venne sistemata in fretta e furia per potere fare dormire il principe. “Il timore più grande per il riscaldamento ma fortunatamente la temperatura esterna mite non lo rese necessario – come riporta la giornalista Ilaria Grillini, esperta dei reali inglesi, nel suo libro ‘Elisabetta la regina italiana’.

Sempre Grillini racconta: “Il Principe tiene un breve discorso davanti agli studenti della sessione estiva della Scuola di Architettura – da lui fondata a Oxford – in cui dice di rendersi conto che è più facile distruggere che costruire, ma che questo deve essere l’impegno dei futuri architetti. Torna su uno dei temi a lui più cari, quelli di un passato che non si deve dimenticare se non si vuole perdere l’anima.

Finito il discorso e ricevuto un leone bronzeo in dono dalle autorità viterbesi, Carlo si mischia ai 180 invitati al ricevimento offerto dal Sottosegretario agli Esteri Claudio Vitalone tra cui Mari Pia Fanfani, la Principessa Claudia Ruspoli, Giancarlo Menotti con il figlio, il Principe Giovanni del Drago, l’ambasciatore inglese Stephen Egerton”.

In un articolo di Maria Stella Conte su Repubblica del 14 settembre 1991 leggiamo: “Dal balconcino della Limonaia, seduto su un minuscolo sgabello dietro la minuscola ringhiera, sua altezza reale il principe Carlo scruta apparentemente pensieroso il labirinto di bosco, verde orgoglio della rinascimentale Villa Lante di Bagnaia. Visto così, da lontano, sembra, il futuro re d’ Inghilterra, non più d’ una fragile miniatura. Gli invitati al ricevimento in suo onore sono già tutti qui ed eccitati vanno su e giù nel bel giardino all’ italiana, aspettando che il principe scenda. Ma cosa fa sua maestà? Dipinge uno dei suoi pallidi acquerelli? O quelli che ha in mano sono i fogli del discorso che poco più tardi pronuncerà davanti ai convitati? Il piccolo mistero sollecita la fantasia degli ospiti”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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