Rave party a Valentano, il sindaco Stefano Bigiotti: "Vergognosa e scellerata iniziativa"
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VALENTANO - "Il comune di Valentano è seriamente preoccupato e condanna con fermezza quanto sta accadendo al rave party allestito illegalmente in un’area privata sulle sponde del lago di Mezzano". Queste le parole del primo cittadino di Valentano Stefano Bigiotti. 

VALENTANO – “Il comune di Valentano è seriamente preoccupato e condanna con fermezza quanto sta accadendo al rave party allestito illegalmente in un’area privata sulle sponde del lago di Mezzano”. Queste le parole del primo cittadino di Valentano Stefano Bigiotti. 

“Una situazione che pregiudica la sicurezza dell’intera comunità locale, non solo per gli elevatissimi rischi legati all’emergenza epidemiologica, per la quale il governo ha chiesto alla popolazione sforzi immensi, ma anche per i pericoli connessi a diverse ad altrettanto gravi circostanze, che potrebbero conseguire al protrarsi di un evento costituito da migliaia di persone assembrate in un luogo non attrezzato e destinato ad attività agricole, pertanto privo di ogni fondamentale presidio – continua il sindaco -.

Da ieri il comune di Valentano è in costante contatto con la prefettura, la questura e con i sindaci dell’Alto Lazio per monitorare attentamente la situazione.

Siamo grati alle forze dell’ordine per la loro presenza e per il prezioso lavoro che stanno svolgendo, ma non possiamo che chiedere da subito un intervento ferreo e tempestivo al ministro Lamorgese, affinché vengano ripristinate, immediatamente e con ogni urgenza, le condizioni di legalità.

Questo anche per rispetto di chi, con fatica, lavora quotidianamente osservando le regole imposte per contrastare la diffusione del Covid-19. Ci auguriamo che i colpevoli di questa scellerata e vergognosa iniziativa possano essere prontamente individuati e assicurati alla giustizia”. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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