Rapporto ecosistema urbano di Legambiente, FdI: "Viterbo perde in un anno 10 posizioni"
Gruppo consiliare FdI
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VITERBO - "Il rapporto di Legambiente sull’ ecosistema urbano sentenzia in maniera impietosa la perdita di ben 10 posizioni rispetto al 2022. Da anni Viterbo si assestava tra la 62 e 64 posizione. I parametri di riferimento dimostrano che l’amministrazione Frontini sta fallendo anche in questo - così in una nota FDI Viterbo -.

VITERBO – “Il rapporto di Legambiente sull’ ecosistema urbano sentenzia in maniera impietosa la perdita di ben 10 posizioni rispetto al 2022. Da anni Viterbo si assestava tra la 62 e 64 posizione. I parametri di riferimento dimostrano chiaramente che l’amministrazione Frontini sta fallendo anche in questo – così in una nota il gruppo FDI Viterbo -.

Gli indicatori di Ecosistema urbano sono 18. Derivano tutti da dati originali raccolti da Legambiente, ad eccezione della capacità di depurazione e disponibilità di verde urbano che è un dato ISTAT. Tra gli altri parametri c’è’ il tasso di motorizzazione e di incidenti stradali (dati Aci e Aci-Istat) e l’uso efficiente del suolo (elaborato da Legambiente su dati Ispra).

L’insieme degli indicatori selezionati per la graduatoria complessiva dei 105 capoluoghi esaminati nel report copre sei principali componenti ambientali presenti in città: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Vengono così valutati tanto i fattori di pressione e la qualità delle componenti ambientali, quanto la capacità di risposta e di gestione ambientale.

I nostri dubbi sulla gestione del verde, del suolo, dei rifiuti sono confermati. Come sempre gli annunci social che continuamente questa amministrazione mette in campo per nascondere le proprie incapacità sono ben lontani dal tradursi in attività concrete. E le analisi come questa lo confermano. Non finiremo mai di ribadirlo meno selfie, meno annunci e più fatti che sono quelli che i cittadini vogliono e che tutti noi invano attendiamo. Ci auguriamo che il prossimo anno qualche posizione possa essere riguadagnata a beneficio dei nostri cittadini”. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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