Rapina alle poste di Canino, salgono a sette gli arrestati
Blitz Carabinieri
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CANINO - Le misure di custodia cautelare sono state notificate ai tre presunti esecutori materiali del colpo del 28 novembre scorso.

CANIINO – Rapina alle poste di Canino, arrestati Riccardo Carloni Modesti, Roberto Gallo e Bruno Laezza. Salgono così a sette i banditi finiti in manette. Le misure di custodia cautelare sono state notificate ai presunti esecutori materiali del colpo messo a segno lo corso 28 novembre nel corso di un blitz dei carabinieri scattato all’alba di ieri.

In un primo momento indagati a piede libero, da ieri sono ristretti ai domiciliari, su richiesta del pm Franco Pacifici e disposizione del gip Savina Poli, il 37enne viterbese Bruno Laezza e il 28enne martano Roberto Gallo, già sottoposto per altra causa all’obbligo di firma, mentre si trova a Mammagialla il 25enne viterbese Riccardo Carloni Modesti. Quest’ultimo sarebbe il finto fattorino che, armato di pistola e con la complicità del direttore, avrebbe razziato i soldi delle pensioni presso la filiale di Canino.

Dunque l’elenco degli arrestati per la rapina alle poste di Canino, ad oggi, è il seguente:

I quattro arrestati l’8 dicembre 2020

Massimiliano Ciocia – 39enne di Vetralla – Direttore dell’ufficio postale di Canino – Ritenuto la “talpa” della banda – Ai domiciliari

Christian Lanari – 41enne di Vetralla – Presidente del club di tifosi gialloblù Us Viterbese 1908 – In carcere

Daniele Casertano – 47enne di Viterbo – In carcere

Domenico Palermo – 42enne di Marta – In carcere

I tre arrestati il 25 gennaio 2021

Bruno Laezza – 37enne di Viterbo

Roberto Gallo – 28enne di Marta 

Riccardo Carloni Modesti – 25enne di Viterbo

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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