Rai Tre nella bottega di Pianoscarano dove Di Battista frequenta il corso da falegname
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VITERBO – Il titolare della falegnameria Giacomo Malaspina: “. “Ha realizzato un contenitore, una scatola a incastro, con code di rondine ed una trottola per il figlio. Mi ha sorpreso. La sua esecuzione è perfetta”.

VITERBO – Le telecamere della trasmissione “Le parole della settimana” di Rai Tre arrivano nella bottega da falegname di Giacomo Malaspina nel cuore di Pianoscarano.

Il conduttore Massimo Gramellini intervista il titolare, per farsi avere informazioni sul suo famoso allievo, Alessandro Di Battista che sta frequentando un corso di falegnameria presso la sua bottega.

“Un Mastro Geppetto a cinque stelle…le sue sono braccia rubate alla falegnameria?”. È la prima domanda. “Più che altro – risponde Malaspina – sono braccia prestate alla falegnameria, poi questo non è lavoro solo di braccia”.

Prosegue Malaspina: “Ha realizzato un contenitore, una scatola a incastro, con code di rondine e una piccola trottola per il figlio che adesso ci sta giocando. Sono venute molto precise. Mi ha sorpreso. La sua esecuzione è perfetta”.

Da studio arriva una domanda: “Di Battista è più portato portato a sedersi su una poltrona o a segarla con uno strumento del mestiere?” La risposta di Malaspina non si fa attendere: “Da quel poco che ho potuto capire ,seppure in laboratorio abbiamo deciso di non discutere di politica, lui le poltrone le brucerebbe”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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