Ragazza aggredita in pieno giorno a Viterbo. La discutibile "sorveglianza speciale"
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Una ragazza è stata aggredita tra Viale Trieste e Viale Trento in pieno giorno da un 40enne straniero.

VITERBO – L’ennesimo episodio di aggressione a Viterbo inizia a lasciare in bocca qualcosa di profondamente amaro, e lo fa perché continua ad avvenire sotto gli occhi di tutti, in pieno giorno e in quello che dovrebbe essere un luogo che viene definito di sorveglianza speciale.

Erano circa le 19, in pieno giorno, quando tra Viale Trieste e Viale Trento, una giovane donna è stata avvicinata da un uomo – secondo la descrizione uno straniero, sulla quarantina – che ha iniziato a molestarla con insistenza chiedendole denaro. Le richieste sono diventate presto pressanti, tanto da spingerla a rifugiarsi nella propria auto per sottrarsi alla situazione. Ma nemmeno l’abitacolo dell’auto è bastato a metterla al sicuro: l’uomo ha tentato di aprire la portiera e ha colpito con forza i finestrini nel tentativo di entrare.

Per fortuna, l’intervento non è andato oltre, ma la paura resta. Il fatto che questi episodi avvengano in luoghi già noti come “critici” solleva interrogativi seri sull’efficacia delle misure di sorveglianza e prevenzione. Sorvegliare, evidentemente, non basta. È necessario un intervento più deciso, più visibile, più presente.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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