
VITERBO – L’ennesimo episodio di aggressione a Viterbo inizia a lasciare in bocca qualcosa di profondamente amaro, e lo fa perché continua ad avvenire sotto gli occhi di tutti, in pieno giorno e in quello che dovrebbe essere un luogo che viene definito di sorveglianza speciale.
Erano circa le 19, in pieno giorno, quando tra Viale Trieste e Viale Trento, una giovane donna è stata avvicinata da un uomo – secondo la descrizione uno straniero, sulla quarantina – che ha iniziato a molestarla con insistenza chiedendole denaro. Le richieste sono diventate presto pressanti, tanto da spingerla a rifugiarsi nella propria auto per sottrarsi alla situazione. Ma nemmeno l’abitacolo dell’auto è bastato a metterla al sicuro: l’uomo ha tentato di aprire la portiera e ha colpito con forza i finestrini nel tentativo di entrare.
Per fortuna, l’intervento non è andato oltre, ma la paura resta. Il fatto che questi episodi avvengano in luoghi già noti come “critici” solleva interrogativi seri sull’efficacia delle misure di sorveglianza e prevenzione. Sorvegliare, evidentemente, non basta. È necessario un intervento più deciso, più visibile, più presente.


















