Raffica di furti, scassinata la sacrestia di San Pellegrino. Nel centro storico servono le forze dell'ordine anche di notte
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Furti negli appartamenti del centro storico, scasso ai danni della chiesa di San Pellegrino e un certo senso d'insicurezza per i cittadini. Nella parte più antica della città servirebbe maggiore presenza delle forze dell'ordine.
‘No polizei area’ – foto Zadro Press

“Quando chiudo il locale e ho con me l’incasso della serata, francamente, ho un po’ paura”. “Evito di girare da sola, specie dopo una certa ora. In genere cerchiamo sempre di stare in gruppo”. “Ieri sera mi sono entrati dentro casa, nel cuore della notte. Mi hanno portato via poche decine di euro”. Siamo nel centro storico di Viterbo e queste frasi le abbiamo sentite dal titolare di un’attività, da una giovane ragazza e da una signora. Lavoratori, frequentatori e residenti nella parte più antica di Viterbo che di notte non stanno poi così tranquilli.

 

La notte viterbese, all’interno delle mura, è molto lontana dalle situazioni allucinanti di molte città italiane ma anche qui non c’è poi tanto da stare tranquilli. E’ notizia di queste ore che anche il portone della parrocchia e la porta della sacrestia della chiesa di San Pellegrino sono stati scassinati. Per chi vive il centro storico di notte è del tutto evidente la scarsa presenza delle forze dell’ordine. Piuttosto si potrebbe parlare di una sistematica assenza. Uno stato di cose poco opportuno considerando che non di rado, per le vie del centro, è possibile imbattersi in micro-risse, persone ubriache e qualche malintenzionato. 

 

Si stanno verificando anche una serie di furti negli appartamenti. Spesso i residenti sono così rassegnati che rinunciano anche a denunciare il fatto. Recentemente il problema è stato sollevato anche all’interno della riunione di un comitato del centro storico. Più di uno, dei presenti, ha sollecitato il comitato stesso a chiedere al Comune un intervento su questa problematica. Il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e la presenza di qualche rappresentante delle forze dell’ordine anche nelle ore notturne, specie nei fine settimana, si rende opportuno.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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