Raffica di furti in casa nella Tuscia: da Faleria alla Teverina monta la paura
Blitz Carabinieri
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Sono settimane pesanti per i furti in casa nel Viterbese. Sui Cimini si sono registrati diversi episodi, tanto che la questione è diventata anche un tema politico con epicentro a Carbognano dove i consiglieri d'opposizione si sono appellati anche al Prefetto.

Sono settimane pesanti per i furti in casa nel Viterbese. Sui Cimini si sono registrati diversi episodi, tanto che la questione è diventata anche un tema politico con epicentro a Carbognano dove i consiglieri d’opposizione si sono appellati anche al Prefetto.

Nella Bassa Tuscia, nei giorni scorsi, i carabinieri hanno effettuato quattro arresti a Faleria. “I militari della locale stazione – riportano i carabinieri -, allertati da un cittadino insospettito da alcuni rumori, hanno fatto irruzione nell’appartamento cogliendo i due ladri all’interno mentre cercavano refurtiva da asportare. I nordafricani sono riusciti ad introdursi nella casa forzando prima la serratura del portoncino d’ingresso della palazzina e poi quella della porta dell’appartamento. Per i due sono scattate le manette e, dopo le formalità di rito, i carabinieri li hanno sottoposti alla misura degli arresti domiciliari”.

Ma altri furti sono stati registrati, sempre nelle ultime settimane, nell’area della Teverina. Un clima non certo dei migliori, con cittadini esasperati e molta paura. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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