
VITERBO – Il carcere di Mammagialla? “E’ un contenitore di carne umana. Dove si ammazzano persone fottendosene di tutto il resto”. La voce è quella di Luca, un ex detenuto nell’istituto penitenziario viterbese intervistato da Riccardo Arena per la trasmissione Radio Carcere, in onda su Radio Radicale.
La puntata è andata in onda giovedì 18 settembre e punta a raccontare la situazione del Mammagialla di Viterbo attraverso la testimonianza di un ex detenuto.
“Mammagialla – spiega il giornalista di Radio Radicale – è un carcere da 405 posti effettivi con 700 detenuti. Abbiamo quindi il 170% di sovraffollamento. Qui i detenuti vivono in due in celle progettate per uno. Su 700 agli arresti solo 19 sono impegnati in attività lavorative nel carcere e il resto non fa nulla tutto il giorno. Diversi detenuti si sono lamentati del fatto che vengono concessi raramente permessi premio o misure alternative alla detenzione”.
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Uno stralcio dell’intervista
Quanto sei stato a Viterbo in carcere?
“Quasi cinque anni”.
Si trova in una zona industriale lontana dalla città. Se un detenuto viene scarcerato e non ha nessuno che lo viene a prendere cosa accade?
“Che ti devi fare a piedi un paio di chilometri per raggiungere il centro o la stazione ferroviaria. Se ti scarcerano e non hai nessuno che ti viene a prendere è un dramma con tutti i borsoni …”
Esiste il problema del sovraffollamento?
“Sì, è un problema enorme perché poi non funziona nulla. Questo sovraffollamento inchioda il carcere: non si fanno attività, non c’è lavoro, non funziona nulla”.
Che celle ci sono?
“Sono state progettate per una sola persona ma contengono due detenuti. Addirittura ho saputo che stavano tentando di mettere una terza branda. Parliamo di celle da 5,20 metriquadri. La legge prevede 3 metriquadrati a detenuto. A Mammagialla due persone stanno in 5,20 metriquadri, compreso il bagno”.
Ci sono circa 40 detenuti molto giovani che dovrebbero stare in una sezione a parte, ti risulta?
“A Mammagialla sono tutti mischiati, l’ordinamento penitenziario non viene preso in considerazione. In realtà solo pochi istituti lo applicano davvero. Così abbiamo ragazzi che entrano per un “reatuccio”, poi si fanno coinvolgere ed escono peggio”.
Vero che qualcuno viene messo in celle che celle non sono e senza bagno?
“A qualcuno accade. Dei detenuti sono stati collocati in stanze destinate all’area educativa senza bagno. In quei casi, per fare i bisogni, si usano le bottiglie”.
Vero che alcuni detenuti stanno scontando la pena in celle dove dovrebbero stare in realtà per poco tempo?
“L’isolamento è pieno. Una sezione chiusa ex Covid è stata riaperta ed è strapiena. L’area medica è piena e detenuti con problemi psichiatrici stanno nelle sezioni con tutto quello che ne deriva . La situazione è questa”.
Nelle celle avete l’acqua calda?
“Acqua calda? Nelle celle non ci sono docce. Le docce sono in sezione, funzionano tre su 8 e sono piene di muffe e funghi”.
Questa situazione si riverbera in maniera negativa anche sugli agenti della penitenziaria …
“Gli agenti sono sotto organico di 80-90 unità. Fanno turni massacranti per guardare due-tre-quattro sezioni anche da solo”.
Un solo agente sorveglia tre sezioni?
“Capita spesso, di notte poi ce ne sono uno o due a reparto”.
E se qualcuno sta male?
“E’ capitato spesso che qualche compagno si è sentito male e l’agente ha fatto quello che poteva fare, con una persona che sta male e 300 persone che fanno baccano”.
Come funziona con il lavoro?
“Su 700 detenuti lavorano solo 19 persone. C’è una falegnameria, una sartoria e un’officina da fabbro. Questa è la rieducazione a Viterbo”.
Come fai a uscire migliore e non peggiore?
“E’ un contenitore di carne umana. Dove si ammazzano persone fottendosene di tutto il resto.
Ci sono tante richieste di trasferimento in altro carcere?
“E’ pieno”.


















