Raccordo Santa Lucia-Santa Barbara, una storia virtuosa di confronto civico
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VITERBO - Analisi del problema, confronto, risultato e comunicazione moderna senza filtri. Forse la maniera di fare le cose per evitare strumentalizzazioni?

VITERBO – Il progetto pubblico depositato da anni per unire Santa Lucia  e Santa Barbara non solo non rispondeva più alla motivazione originale ma ha rischiato di deturpare la vista e la vita degli abitanti.

Come sempre dovrebbe essere, gli interessati hanno cercato il confront o che è avvenuto e il cui, fino ad adesso, ultimo passo è andato in diretta social sui canali di Tuscia in Fiore e de La Fune. Progetto aggiornato, armonizzato e protocollato con le richieste dei cittadini che rispecchia una visione di città “più dolce” e meno vittima delle macchine e del traffico.

Ricapitolando: analisi del problema, confronto, risultato e comunicazione moderna senza filtri.
Forse la maniera di fare le cose per evitare strumentalizzazioni?

La nota di commento del Comitato del Quartiere Santa Lucia

“Il neo Comitato del Quartiere Santa Lucia testimonia il raggiungimento di un traguardo
inaspettato. Figlio di un’interlocuzione costruttiva avviata con l’Amministrazione.

Non solo la modifica da parte del Comune di Viterbo di un errato progetto sulla viabilità del
quartiere a beneficio della vivibilità dello stesso. Non solo la riqualificazione del parco verde e la
realizzazione di un ponte ciclopedonale di collegamento dolce al polo sportivo di S. Barbara.

E’ accaduto, infatti, che alla riunione indetta presso l’ex cinema Trieste il 9 maggio scorso abbia
ottenuto, in una sala gremita di cittadini, la spontanea compartecipazione, compatta, di tutta la
giunta Frontini, sindaca e vice compresi, unitamente ad altre autorità politiche, per ascoltare la
relazione dell’Assessore Aronne illustrativa del nuovo assetto.

Compartecipazione che è stata percepita come omaggio all’approccio costruttivo di tutto il
quartiere S. Lucia rappresentato dall’omonimo Comitato. Il Comitato, per questa ragione, sente il dovere di ringraziare la sindaca, il vice, l’assessore Aronne, l’assessore Floris e tutta la giunta intervenuta per aver dato prova, concreta, di vicinanza alle esigenze dei cittadini. Quella concretezza che spesso viene lamentata ai governanti.

Il Comitato sente altresì il dovere di ringraziare la consigliera Troncarelli e tutto il proprio gruppo consigliare per l’indispensabile impegno profuso per la riuscita dell’operazione; un impegno particolarmente apprezzato perché spontaneo e nell’interesse dei cittadini, messo in atto
superando il diverso collocamento e ruolo nell’attuale scacchiere politico viterbese; testimonianza di una opposizione seria e costruttiva.

Il Comitato sente il dovere civico di rendere pubblica la notizia affinché resti traccia del diverso modo di rapportarsi con la politica ed affinché resti traccia del comportamento virtuoso messo in atto dalla maggioranza e da una parte dell’opposizione con l’auspicio che, a beneficio dei cittadini viterbesi, questa esperienza possa in futuro ripetersi su altri fronti.”

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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