Raccontare per raccontarsi, nasce un laboratorio di scrittura aperto a tutti
scrittura
800 Confartigianato
Da un’idea del dottor Simone Marcelli, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, nasce nell’ultima parte de 2017 un laboratorio di lettura e scrittura per tutta la città di Viterbo.

di Michela Di Pietro

Da un’idea del dottor Simone Marcelli, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, nasce nell’ultima parte de 2017 un laboratorio di lettura e scrittura per tutta la città di Viterbo.

Il progetto nasce seguendo due direttive fondamentali: numeri e statistiche. L’Italia è uno degli ultimi paesi europei per numero lettori: un dato preoccupante che, però, va incrociato con le statistiche riguardanti l’età di chi legge: sono i bambini a leggere,nel nostro Paese. Bambine e bambini leggono, in Italia: poi, crescendo, smettono.

La lettura in altri termini resta nel dominio del ”compito”, del ”dovere”, viene associato a qualcosa soggetto a valutazione e non a una prassi quotidiana di nutrimento e crescita personali.

Il secondo punto è di tipo culturale. La letteratura è quell’esperienza articolata attraverso cui una civiltà si mette sempre nuovamente in gioco, testa i propri limiti e i limiti della propria capacità di dire, rivitalizza la propria lingua cercando di renderla sempre ancora capace di raccontare la nuova realtà, i nuovi bisogni, le nuove speranze. Si tratta, insomma, della possibilità di una comunità di raccontarsi mediante la lingua, di dire: eccomi, io sono questo e leggendo posso diventare ancora qualcosa di meglio.

Perché, attenzione, se una comunità non sa raccontare se stessa lascia un vuoto narrativo che verrà colmato da qualcun altro, da qualcuno pronto a colonizzarla. In un’epoca in cui tutto è comunicazione e narrazione, tutto è pubblicità e commercio, appare allora ancora più importante che i giovani affinino le proprie armi narrative, a
difendersi dalle narrazioni più pericolose. A sviluppare intelligenza critica e narrativa. Aggiungiamo che è importante anche saper scrivere e raccontare e di questo, assolvendo al proprio dovere istituzionale, il Comune di Viterbo si è  fatto carico, creando questo laboratorio pubblico completamente gratuito, riconoscendo come diritto di tutti potersi approcciare in modo libero e creativo al lavoro narrativo.

I laboratori, di durata semestrale, si concentrano su attività di lettura, lettura critica e creativa, riscrittura, editing, scrittura creativa. Nel primo periodo di attività i gruppi sono guidati nella lettura libera e stimolante di un’opera letteraria adatta all’età dei e delle partecipanti, alla quale si affiancano esercizi di straniamento, smontaggio,
riscrittura.Nel secondo periodo, invece, i partecipanti si cimenteranno nella scrittura di un racconto collettivo, che verrà ridonato alla cittadinanza in occasione del Festival Caffeina.

Finora, le attività sono cominciate per bambine e bambini delle ultime classi delle elementari, presso l’Istituto dell’Ellera, e per i e le giovani delle scuole medie, presso l’Istituto del Carmine.

Tale partecipazione non può che essere una grande gratificazione, ancor più in ragione del carattere sperimentale e innovativo di una simile iniziativa e delle difficoltà iniziali di comunicare e dialogare con tutti i soggetti interessati.
Le attività del gruppo della scuola primaria si svolgono, in due turni, il venerdì dalle 15.00 alle 17.30, presso l’Istituto dell’Ellera. Quelle del gruppo della scuola media, invece, il giovedì dalle 15.00 alle 17.00, presso la Grandori.

CNA 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
aiac_banner_01
domenicale post
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
POST FB 01
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
asvis 2
Masicar300x300-optimize