"Questo si è fatto una casa a basso impatto energetico da solo"
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Un trentenne come tanti, con la passione per l’edilizia e la fame di futuro. Questa è la storia di Stefano Brama, studente lavoratore iscritto alla facoltà di Ingegneria Civile alla Sapienza; ma soprattutto è la storia della sua casa. Sua e della fidanzata Laura.

Un trentenne come tanti, con la passione per l’edilizia e la fame di futuro. Questa è la storia di Stefano Brama, studente lavoratore iscritto alla facoltà di Ingegneria Civile alla Sapienza; ma soprattutto è la storia della sua casa. Sua e della fidanzata Laura.

Lo abbiamo incontrato un freddo venerdì sera, nella redazione de La Fune. Poche luci accese, come accade a fine giornata, e la macchinetta messa su “on” per l’ultimo giro di caffè. Ci ha parlato di lui un amico, uno di quelli che conosce la nostra passionaccia per le storie. “Questo si è fatto una casa a basso impatto energetico da solo. Nel senso che l’ha progettata e poi l’ha tirata su. Mattone dopo mattone, goccia di vernice dopo goccia di vernice”, così ci ha lanciato l’amo il nostro amico.

Stefano si siede, iniziamo a parlare. Ci chiede di caricare le foto che ci ha portato nel computer. Le apriamo e vediamo una baracca. “Ecco, era così”, inizia il racconto. Scorriamo le foto e si materializza una casa del futuro, di quelle che con due spicci la illumini, riscaldi, raffreddi. Una di quelle diavolerie che mandano in bestia i magnati delle centraloni a carbone, o atomiche, o a olio combustibile. Insomma quella roba che manda in bestia chi fa i soldi con le nostre bollette.

La domanda è d’obbligo: quanto ti costa di bollette? “A fine anno tireremo bene le somme, circa 50 euro a bimestre”. Il dado è tratto, la storia ci interessa, ci appassiona. Pensiamo possa essere utile per lanciare un messaggio importante, soprattutto mentre è in corso l’incontro sul clima di Parigi.

Inquinare meno, risparmiare soldi e vivere in una casa comoda e accogliente. Non è un sogno, ne esistono diverse. Ci sono costruttori bravi, anche sul nostro territorio, che le vendono come il pane. Stefano però se l’è fatta da solo. Lo ha fatto mentre era finito nel guado, uno di quei pantani in cui la vita ti sbatte per tutta una serie di coincidenze. Così ha attraversato due anni cullando il sogno e questo gli ha dato la forza per rimettersi in cammino.

“Ero in pieno blocco dello studente e anche al lavoro le cose sono precipitate, per effetto della crisi nera dell’edilizia”, ci racconta. A tutto questo aggiungi che era andato a convivere con Laura e che ogni mese c’era l’affitto e tutto il resto da pagare. Buio. A questo punto questo trentenne bastonato decide di rovesciare il tavolo e invece di chiudersi a riccio rilancia.

Parla con i suoi, trova sostegno economico, acquista il casaletto di un artigiano a Vitorchiano. Parte il sogno: farsi da solo una casa di nuova generazione. “La futura casa è diventata una scuola di vita e di professione, e lo è diventata ancor di più quando da semplice supervisionatore delle opere ho deciso di improvvisarmi esecutore materiale di gran parte dei lavori”.

“Viaggiando controcorrente ho fatto scelte a volte coraggiose, perché percorrevano sentieri poco battuti: a chi mi consigliava la classica caldaia a gas, rispondevo con un impianto di riscaldamento a pavimento alimentato a pompa di calore elettrica; a chi asseriva che alle nostre latitudini non facesse così freddo (né così caldo), ribattevo con un isolamento termico a cappotto a elevato spessore; e così via.

Stavo mettendo nella pratica tutto ciò per cui avevo studiato e a cui mi ero appassionato: volevo realizzare una casa energeticamente efficiente, ad elevato comfort abitativo e pratica da utilizzare, anzi, da vivere”.

“Dopo due anni di lavori ho perso sette chili (quelli sì, extra) ma ho acquistato tanta esperienza; a volte ho smarrito la pazienza, ma ho guadagnato in passione e fiducia. Due anni di piccoli, grandi sforzi”. Ora sta terminando gli studi, non paga più l’affitto e immette in rete energia. Le sue spese per casa sono tanto basse quanto è diminuita la sua paura del futuro.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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