“Questo periodo di restrizione ci fa riflettere molto su cosa significa essere liberi”
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VITERBO – Chiara Frontini, sul proprio profilo Facebook, esprime una riflessione sul particolare momento storico che stiamo vivendo e di come il Covid abbia cambiato le nostre vite e le nostre abitudini sociali.

VITERBO – Chiara Frontini, sul proprio profilo Facebook, esprime una riflessione sul particolare momento storico che stiamo vivendo e di come il Covid abbia cambiato le nostre vite e le nostre abitudini sociali.

Libertà. Questo periodo di restrizione ci fa riflettere molto su cosa significa essere liberi: liberi di muoversi, liberi di vivere le relazioni, liberi di aggregarsi, emozionarsi, confrontarsi con la complessità del mondo fuori. Tutte sensazioni che ci mancano come l’aria.

Chiuse le braccia agli abbracci. Chiuse le porte delle case agli amici. Chiusi i confini regionali che ci rendono Nazione. Chiusi gli aeroporti alle scoperta di nuovi mondi. Saranno almeno aperte le menti?

So di molte persone che hanno ripreso a studiare, a formarsi in questo ormai lungo periodo di alti e bassi della nostra libertà personale: la mia speranza è che questa semireclusione che stiamo vivendo ci stia insegnando a considerare la libera circolazione delle idee, delle persone e delle merci un diritto fondamentale della società.

Prendere un aereo con la sola carta di identità per Parigi o per Budapest non era poi così scontato”.

N.B. Foto scattata prima dell’entrata in vigore della normativa anti-Covid.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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