
di Francesco Mattioli
VITERBO – Caro Della Rocca,
tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, è vero. Ma c’è anche una divisione dei compiti tra chi sa “dire” e tra chi può, o deve , “fare”.
Il professore universitario – o meglio – lo scienziato (fisico, chimico, biologo, sociologo, psicologo, economista, ecc.) “dice”. Non lo fa da opinionista (mestiere assurdo, se si pensa che nel termine opinio si cela il soggettivismo più sfrenato), invitato – e perfino pagato – per allietare il clima circense di un talk show. Lo scienziato lo fa da esperto. E lì, finisce il suo compito.
Poi c’è chi “fa”. E’ quello che prende decisioni per gli altri, perché è stato eletto o nominato o incaricato per farlo. Succede all’amministratore pubblico, come al poliziotto o al CEO aziendale. Talvolta è anche un esperto, talvolta si affida agli esperti, talvolta fa di testa propria. E ovviamente si vedono le differenze.
Come forse sai, in passato ho proposto ai candidati sindaci, con altri amici esperti, dei piani programmatici ben precisi per lo sviluppo di Viterbo; e più di recente ho suggerito all’amministrazione Frontini varie strategie, in specie di carattere turistico-culturale, ma anche riguardanti le metodologie di comunicazione pubblica e perfino di controllo della sicurezza cittadina. Ovviamente sulla base delle mie competenze, non perché mi ero svegliato la mattina con qualche furore creativo. Molti di questi suggerimenti sono comparsi sulle pagine dei giornali locali, su La Fune in particolare. Ma ne ho anche parlato a voce (e per iscritto) con i diretti interessati (sindaci, assessori…) che, gioco di parole, sono sembrati al momento interessati.
Dopo di che il mio compito è terminato. E magari posso continuare a offrire suggerimenti, considerazioni, idee. Invece, entrare nei dettagli operativi, francamente mi sembrerebbe ridicolo e velleitario.


















