Questa mattina la prima unione civile di Palazzo dei Priori
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Leonardo Michelini officerà nella sala delle bandiere l'unione di Massimo e Maurizio. A Viterbo il terzo rito di una coppia omosessuale nella Tuscia dopo l'approvazione della Cirinnà.

Si celebrerà questa mattina la prima unione civile di Viterbo dopo l’approvazione del decreto Cirinnà. Alle 11 la sala delle bandiere di Palazzo di Priori sarà la location del primo “sì” pronunciato da una coppia dello stesso sesso in città: Massimo e Maurizio, che da tempo hanno presentato la richiesta all’ufficio anagrafe e che finalmente potranno veder realizzato il loro sogno.

A celebrare l’unione sarà il sindaco Michelini, che segnerà lo storico evento per il capoluogo della Tuscia. Intanto il primato in provincia è andato a Civita Castellana, dove all’inizio del mese si sono sposati Pietro e Ivalyo. Anche Tarquinia ha già avuto il suo battesimo delle unioni civili, ma ora tocca al capoluogo, dove sembra che nel frattempo le richieste siano in aumento fra celebrazioni e ratifiche di matrimoni svolti all’estero.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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