Querela contro La Fune, Ossigeno ne assume la difesa legale
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ROMA - Oggi sulle pagine del sito di Ossigeno è stata pubblicata la notizia riguardante Viterbo.

ROMA – Lo Sportello Legale di Ossigeno per l’Informazione (leggi per sapere di cosa si tratta) ha deciso di assumere la difesa legale di questo giornale e nello specifico del nostro direttore Roberto Pomi, querelato per diffamazione a mezzo stampa da un ex amministratore comunale viterbese per un articolo di cronaca pubblicato sulle vicende politiche locali.

Ossigeno è un acronimo di OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate. Il nome richiama un concetto elementare: ogni società libera e democratica ha bisogno vitale di libertà di informazione e di espressione, come il corpo umano ha bisogno di ossigeno.

L’Osservatorio è nato per documentare e analizzare il crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani, in particolare contro i cronisti impegnati in prima linea nelle regioni del Mezzogiorno, nella raccolta e diffusione delle informazioni di pubblico interesse più scomode e, in particolare, nella ricerca delle verità più nascoste in materia di criminalità organizzata. A novembre del 2008 ha ottenuto il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, a marzo del 2009 il patrocinio del Consiglio Nazionale della FNSI. Ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza pubblica del grave fenomeno della limitazione della libertà di stampa e di espressione attraverso minacce, abusi, inadempienze. che limitano la circolazione delle notizie e il diritto dei cittadini di essere informati. Primo osservatore: Lirio Abbate, vice direttore del settimanale l’Espresso.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito due “Medaglie del Presidente della Repubblica”  a Ossigeno. Ossigeno ha svolto consulenze per l’Osce, l’Agcom, la Commissione Parlamentare Antimafia e altri enti. Ha collaborato con la Fondazione Polis di Napoli alla realizzazione del progetto “In viaggio con la Mehari”.

Oggi sulle pagine del sito di Ossigeno è stata pubblicata la notizia riguardante Viterbo. “Roberto Pomi è stato convocato dal Carabinieri che gli hanno notificato un avviso di garanzia contestandogli l’omesso controllo sulla pubblicazione ritenuta offensiva. Ossigeno ha affidato la difesa all’avvocato Andrea Di Pietro, coordinatore dello Sportello – scrivono dall’Associazione -.

OSSIGENO ha deciso di assumere i costi della difesa ritenendo che questa azione legale abbia carattere temerario e pretestuoso, essendo basata su contestazioni che non tengono nel dovuto conto i fatti e il diritto di cronaca e che mettono in difficoltà il direttore di un giornale dotato di modeste risorse costringendolo a sostenere spese di difesa per dimostrare la propria innocenza. A giudizio di Ossigeno questo caso rientra fra le querele pretestuose, le azioni legali promosse per limitare la partecipazione pubblica, quelle denominate SLAPPS dall’Unione europea e ribattezzate da Ossigeno “schiaffi legali”. Episodi che meritano la solidarietà pubblica e l’intervento dello Sportello che, in otto anni, con il sostegno di Media Defence, ha aiutato a difendersi in giudizio 93 giornalisti, blogger e attivisti italiani.

L’ARTICOLO contestato dal titolo “L’inchiesta della Corte dei Conti rischia di attivare un terremoto politico. Tra gli assessori al patrimonio degli ultimi 20 anni anche i big dell’opposizione” è stato pubblicato il 18 ottobre 2024. Riferisce che la magistratura contabile sta indagando per accertare un danno erariale causato da una cattiva gestione amministrativa e fa rilevare che, in considerazione dell’arco temporale, nell’inchiesta sarebbe potuta entrare anche la querelante, in quanto era vice sindaco e assessore al Patrimonio quando era sindaco Leonardo Michelini, in carica dal 2013 al 2018. La stampa locale di Viterbo aveva dato le prime notizie dell’inchiesta della Corte dei Conti a marzo 2024, rendendo noto che si indagava su un presunto ammanco di circa 400mila euro per affitti non pagati al comune per la locazione di appartamenti e negozi.

L’ARCO TEMPORALE degli accertamenti contabili era stato reso noto dalla sindaca di Viterbo Chiara Frontini, la quale ha riferito in una seduta del consiglio comunale proprio il giorno della pubblicazione dell’articolo de “La Fune”.

Il giornale aveva perciò ricordato chi aveva amministrato il patrimonio comunale in quel periodo e perciò poteva rientrare fra i presunti responsabili, facendo notare che di conseguenza poteva riguardare sia esponenti dell’area politica che attualmente amministra il Comune, sia quelli che lo hanno amministrato in precedenza e attualmente sono all’opposizione.

Quindi l’articolo contestato fa una ricostruzione di fatti oggettivi di interesse pubblico e analizza i possibili effetti che l’inchiesta potrebbe avere sulla scena politica viterbese rispettando il dovere deontologico della continenza del linguaggio. Non usa alcun termine denigratorio nei confronti della querelante, definendola anzi in termini positivi “un big della politica locale” e una delle “due donne di grande peso che siedono oggi tra i banchi dell’opposizione ma che potrebbero giustamente ambire a futuri ritorni da protagoniste””.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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