“Quello che non si dice sui terremoti”: al Salotto delle 6 l’inviato de La Stampa Grignetti
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In piena emergenza sismica, in giorni di dolore e di polemiche per i recentissimi fatti di Rigopiano, Il Salotto delle 6\Giallocronaca ospita nel pomeriggio di oggi (giovedì 26 gennaio alle 17), l’inviato de La Stampa Francesco Grignetti, appena rientrato dall’Abruzzo.

In piena emergenza sismica, in giorni di dolore e di polemiche per i recentissimi fatti di Rigopiano, Il Salotto delle 6\Giallocronaca ospita nel pomeriggio di oggi (giovedì 26 gennaio alle 17), l’inviato de La Stampa Francesco Grignetti, appena rientrato dall’Abruzzo.

L’obiettivo dell’incontro è quello di cercare di capire in profondità cosa non funziona nel nostro paese in materia di terremoti. “Come ben si sa – scrivono gli organizzatori – in molte sue regioni l’Italia è un Paese ad alto rischio sismico e la frequenza di terribili terremoti che la colpiscono lo conferma. Nonostante ciò mancano seri programmi di prevenzione e di messa in sicurezza del territorio e ancora nel 2017 ogni sisma di una certa rilevanza continua a divenire un evento tragico con conseguente grave perdita di vite umane. Perché succede tutto ciò?”

L’incontro si terrà nella Sala Conferenze del Consorzio Biblioteche di Viterbo, in Viale Trento 18/e (al secondo piano) a partire dalle ore 17 di oggi, giovedì 26 gennaio.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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