Quella notizia su Usai che ha mandato in tilt il centrodestra e i sornioni che se la ridono
Comune di Viterbo
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La politica è sangue e merda. Ma anche informazione e controinformazione, la politica è anche giornalismo. Fare uscire la notizia "giusta" in un tempo "giusto" può cambiare anche i destini di una campagna elettorale. E boom ieri mattina Il Viterbese, giornale neonato e organo d'informazione del Centro Studi Aldo Moro (Fioroni), ha innescato una reazione a catena formidabile.

La politica è sangue e merda. Ma anche informazione e controinformazione, la politica è anche giornalismo. Fare uscire la notizia “giusta” in un tempo “giusto” può cambiare anche i destini di una campagna elettorale. E boom ieri mattina Il Viterbese, giornale neonato e organo d’informazione del Centro Studi Aldo Moro (Fioroni), ha innescato una reazione a catena formidabile.

E’ bastato scrivere un articolo dal titolo ‘Centrodestra, tra i tanti litiganti gode l’ultimo arrivato’ per bollire diversi cervelli. Mettere in prima pagina la faccia di Alessandro Usai e dare per scontata la sua scelta come candidato sindaco della coalizione è bastata per mandare in tilt il tavolo dove siedono Forza Italia, Fratelli d’Italia, Civici e Lega. Quella della candidatura di Usai è un’ipotesi che sta sul tavolo, La Fune è stato il primo giornale a parlarne.

Ma darlo come unto di “Salvini” è altra roba. Darlo come già deciso a Roma è affermare che il tavolo dei quattro a Viterbo sarebbe un tavolo di “fantocci”. Ed è questo che ha mandato in tilt tutto. Perché sull’onda di quella notizia, i bene informati raccontano, la Lega avrebbe cercato di forzare la mano. Ci sarà una pax romana? Forse. Ma il rischio è che potremmo trovarci a raccontarla con le parole di Tacito: “Fecero il deserto e lo chiamarono pace”.

Intanto, a nostro avviso, c’è chi può guardare soddisfatto a quanto accaduto: lo sfascio del tavolo del centrodestra. Chi? A nostro avviso Daniele Sabatini, che realisticamente potrebbe coltivare il sogno di arrivare e conquistare Palazzo dei Priori. Magari con l’appoggio dei Mori? Magari… Potremmo ipotizzare che se la rida lo stesso Giuseppe Fioroni, antico genio locale dell’arte politica. Dopotutto Il Viterbese, nato in piena campagna elettorale, è un chiaro segnale a chi sa leggere le cose.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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