Quel piccolo grande miracolo quotidiano della Caritas don Alceste Grandori
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C'è un luogo, anche a Viterbo, dove si danno risposte ai bisogni primari degli ultimi. Ogni giorno vengono serviti tra i 60 e i 90 pasti e press La Tenda viene dato un tetto, ogni notte, a 16 persone.

La mensa della Caritas intitolata a don Alceste Grandori è una delle porte della misericordia dell’anno giubilare. Oltrepassandola, per compiere un atto di carità e amore verso il prossimo, si ottiene l’indulgenza plenaria.

La Caritas viterbese è attiva sul territorio cittadino da venti anni. Da allora molti sono stati i volontari che si sono alternati nel cucinare e distribuire i pasti. Tantissime sono state le persone che hanno usufruito del servizio messo a loro disposizione e sono tuttora distribuiti tra i 60 e i 90 pasti al giorno. Associazioni, negozianti e supermercati, continuano a donare viveri di ogni genere, piatti e bicchieri monouso, tovaglioli, detersivi e quanto serve.

Inoltre, sono quindici anni che è aperto il dormitorio Caritas La Tenda, dove vengono ospitate ogni sera sedici persone, che usufruiscono anche della cena e della colazione.

Una bella realtà che nel silenzio sa dare risposte agli ultimi, a chi senza questo sostegno di base sarebbe lasciato solo nella più cieca disperazione.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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