Quel "Michelini ha fallito" dei serra-panunziani di cui non si parla
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Michelini ha fallito o no? Dopo 20 giorni di crisi si è perso di vista il punto politico di tutta la questione. Se Michelini ha fallito può recuperare il consenso che non ha più e può andare avanti?

Michelini ha fallito o no? Dopo 20 giorni di crisi si è perso di vista il punto politico di tutta la questione. Se Michelini ha fallito può recuperare il consenso che non ha più e può andare avanti? Ecco la partita che si gioca all’interno del Partito Democratico viterbese parte proprio da queste domande. Domande che partono da presupposti molto duri: ovvero il fallimento dell’azione amministrativa.

A queste domande infatti i sette serra-panunziani hanno dato due risposte, che difficilmente cambieranno. Difficilmente perché secondo i sette consiglieri democratici (su 12 del Pd in Consiglio) “Michelini ha fallito. E no, non si può più andare avanti”. E non basteranno né Tempesta, né Melilli per far cambiare. Ecco perché la sorte di Leonardo Michelini sembra segnata. Anche perché il sindaco di Viterbo non gode certo di un clima favorevole. Di chi è la colpa? Dei sette consiglieri serra-panunziani del Pd? Dei cinque fioroniani? Di Michelini? Ognuno ha le sue idee.

I fioroniani del Partito Democratico puntano tutto sull’assurdità della presa di posizione dei serra panunziani arrivata ad un solo mese dal respingimento della sfiducia al sindaco Michelini presentata dalle opposizioni.

Secondo i serra-panunziani invece la fiducia sarebbe superata perché nel frattempo sono intervenuti nuovi elementi che non permettono più al primocittadino di andare avanti con il loro consenso. In particolare, secondo i sette, il problema è che Michelini sia finito nuovamente sotto scacco e si sia messo lui stesso a pilotare, diventando il presidente Moderati e Riformisti, un nuovo rimpasto con l’uscita di Andrea Vannini dalla giunta e l’ingresso (rimasto ad ora solo sulla carta) di Maurizio Tofani. Una mossa che sarebbe stata pensata insieme all’ala fioroniana del Pd.

Se la crisi non sembra però avere una svolta, è perché entrambe le “fazioni” cercano di spingere l’altra a scrivere la parola fine. Michelini non vuole dimettersi e con lui ci sono le civiche e i fioroniani del Pd, ma nemmeno i serra-panunziani del Pd dal canto loro vogliono prendersi la responsabilità di dire basta. Tutti sono convinti che chi fermerà questa crisi definitivamente, se ne porterebbe dietro l’onta, nonostante molti ambienti della città tifino perché finisca il prima possibile.

 

Una opinione personale

I fatti parlano chiaro: nel 2015 si è quasi solamente parlato di crisi di maggioranza. Crisi che hanno portato Michelini in due anni e mezzo a erodere il proprio consenso mostrandosi più di una volta debole di fronte alle richieste dei partiti e dei movimenti che lo sostenevano. Di fatto l’ultima mossa, quella di gettarsi nella mischia con il nuovo soggetto politico come Moderati e Riformisti, gli è risultata fatale. Difficile dunque andare avanti così, con queste premesse. Perché se è vero che i serra-panunziani non chiedono niente, come dicono, e vogliono solamente che il Sindaco si dimetta, allora il margine di trattativa non c’è.

 

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