Quei treni fantasma parcheggiati all'improvviso a Fabrica di Roma e chiusi con lastre di lamiera e schiuma
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A maggio del 2017, nei giorni 8 e 9 venivano parcheggiati vagoni ferroviari su binari morti, in località Vado Falcone a Fabrica di Roma. Praticamente veniva invaso il tronchino di collegamento tra la Ferrovia Roma Nord e i binari delle FFSS inutilizzati.

di Gianfranco Lelmi

 

A maggio del 2017, nei giorni 8 e 9 venivano parcheggiati vagoni ferroviari su binari morti, in località Vado Falcone a Fabrica di Roma. Praticamente veniva invaso il tronchino di collegamento tra la Ferrovia Roma Nord e i binari delle FFSS inutilizzati.

Successivamente uomini con tute bianche e maschere sigillavano porte e finestre di detti convogli con lastre di lamiera e schiuma. Veniva impedito a chiunque di avvicinarsi. Gli abitanti del posto, preoccupati per la presenza di detti convogli si rivolgevano al Comando Stazione Carabinieri di Fabrica di Roma chiedendo, con un esposto diretto alla Autorità Competenti, di svolgere gli opportuni accertamenti volti a verificare che all’interno e all’esterno di questi vagoni non vi fossero materiali tossici o nocivi, quali amianto e altro, pericolosi per la salute.

Veniva aperto il procedimento penale n° 1188/2016 RGNR curato dal Dott. Pacifici. Nel frattempo veniva interessata la Polizia urbana e il Sindaco di Fabrica di Roma. A richiesta di delucidazioni da parte degli abitanti, veniva risposto da parte degli operai che tali convogli, venivano appoggiati momentaneamente sul menzionato binario morto per poi in tempi brevi (circa un mese) dovevano essere spostati in altra sede per la rottamazione. 

Nuovamente gli abitanti del posto, non avendo ricevuto chiarimenti intervenivano presso i Carabinieri per sollecitare una risposta. I responsabili della ferrovia riferivano che i citati convogli in attesa di rottamazione, ubicati in località Vado Falcone sarebbero stati presto rimossi. Era in corso la gara di appalto per effettuare tale lavoro. E’ passato quasi un anno, da quando questi vagoni, provenienti da Viterbo, Vitorchiano, Soriano nel Cimino, Corchiano, furono posizionati nell’attuale sito, senza che cambiasse nulla.

E’ ovvio, dicono gli abitanti del posto, che detto materiale è pieno di amianto ubicato all’interno dei convogli, per coibentare e isolare i vari scompartimenti. Non c’era bisogno di utilizzare la schiuma e lamiere per sigillare porte e finestre. La Regione Lazio proprietaria di detti treni tace. Intanto, oltre ai decessi per tumore provocati dall’uso indiscriminato di pesticidi, ci mancavano questi treni, dice la gente. Nel frattempo persone inconsapevoli continuano a coltivare e raccogliere l’insalata che cresce a pochi metri da detto materiale parcheggiato per una sosta senza limiti e tutto tace.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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