Quattro decessi tra i ricoverati nelle strutture Covid di Belcolle: 85,86, 66 e 82 anni


VITERBO - La notizia è stata diffusa dall'Azienda Sanitaria Locale nel bollettino quotidiano di aggiornamento sulla situazione Covid nella provincia di Viterbo.
VITERBO – Quattro nuovi decessi, nelle ultime 24 ore, tra i pazienti ricoverati nelle strutture Covid di Belcolle. Si tratta di un cittadino di Bassano Romano di 85 anni, una cittadina di 86 anni di Soriano nel Cimino, un 66enne di Castel Sant’Elia e un 82enne di Tarquinia.
La notizia è stata diffusa dall’Azienda Sanitaria Locale nel bollettino quotidiano di aggiornamento sulla situazione Covid nella provincia di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi

















