Quasi 10.000 imprese femminili nella Tuscia: dati migliori di quelli nazionali e regionali
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Imprese femminili nella Tuscia: nel primo trimestre 2015 sfiorano quota 10mila. Papalini: “I dati e la partecipazione di tantissime imprenditrici e giovani all’incontro sulla stampa 3D stanno a dimostrare il dinamismo delle donne nella nostra provincia”.

Nella Tuscia l’impresa femminile gode di buona salute, meglio dei dati nazionali e regionali. Le donne imprenditrici nella provincia di Viterbo sono cresciute nel primo trimestre del 2015 toccando quota 9.987, rispetto alle 9.949 nello stesso periodo del 2014 e 9.857 del 2013. È quanto emerge dall’Osservatorio per l’imprenditoria femminile di Unioncamere e InfoCamere, sulla base dei dati forniti dal Registro imprese della Camera di Commercio di Viterbo. Il Rapporto rivela anche che il tasso di femminilizzazione, il valore che esprime la percentuale di imprese femminili sul totale delle imprese locali, è del 26,74%. Un dato al di sopra della media nazionale dove si ferma al 21,55% e a livello regionale al 21,72%. L’Osservatorio riporta anche i dati sulle donne titolari d’impresa nel settore dell’artigianato, che nella provincia di Viterbo toccano quota 1.121, con un tasso di femminilizzazione del 14,46%, contro il 15,72% della media nazionale.

“I dati sono in linea con quelli dello scorso anno – dichiara Serenella Papalini, presidente del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Viterbo – confermando un’inversione di tendenza anche nel sistema economico locale e gettando le basi per la possibilità di un incremento nei prossimi mesi. A tal proposito sono particolarmente soddisfatta del convegno che come Comitato abbiamo organizzato nei giorni scorsi sulla stampa 3D, che ha visto la partecipazione di numerose imprenditrici e giovani aspiranti imprenditrici interessate a una tecnologia che fino a pochi anni fa pensavamo essere frutto della fantascienza e che ora, invece, sta diventando alla portata di tutti. Una conferma del grande dinamismo delle donne nella nostra provincia e della loro capacità di saper cogliere le nuove opportunità imprenditoriali”.

Proprio durante lo svolgimento del convegno sono intervenuti alcuni esperti del settore, tra cui Antonio Alliva dell’impresa 3DiTALY il quale ha detto: “Nasceranno sicuramente nuove professioni specializzate, ma anche le professioni cosiddette antiche beneficeranno delle nuove strade che la stampa 3D permette di intraprendere”. Sulla stessa lunghezza d’onda Roberto Cavarra docente dell’Università di Roma “La Sapienza” il quale si è soffermato anche sugli effetti che l’introduzione della stampa 3D potrà avere nei sistemi di produzione: “Con le stampanti 3D le aziende possono ridursi le scorte di magazzino perché il prodotto viene realizzato al momento della richiesta e secondo le caratteristiche indicate dal cliente”. Raffaele Ascenzi architetto e vincitore del bando per la nuova Macchina di S. Rosa ha portato la sua testimonianza professionale: “Non conoscevo la stampa 3D fino ad un anno fa, quando stavo lavorando al progetto della nuova macchina di S. Rosa. Ho potuto apprezzare le possibilità di questa nuova tecnologia, prima tra tutte la fedeltà all’idea: i bozzetti che realizzavamo in concreto erano esattamente uguali al progetto che vedevamo nello schermo del computer. Inoltre la rapidità di realizzazione è un fattore di novità: prima dovevamo attendere molti giorni affinché si passasse dal disegno su carta al bozzetto, adesso bastano poche ore”.

“Le nuove tecnologie, tra cui sicuramente la stampa 3D – ha dichiarato Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio di Viterbo – rivoluzioneranno il mondo dell’industria e dell’artigianato. In particolare la stampa 3D darà stimolo all’ingegno italiano, che ci rende famosi nel mondo, avvicinando il momento in cui nasce una idea al momento in cui essa può essere concretamente realizzata”.

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