Quartieri dell’Arte riscopre gli antichi luoghi librari di Viterbo
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Gli Stati Generali La Fune
La serie tra teatro e letteratura prosegue con "Davanti al Duomo", con il quale, insieme a "Cose che hanno a che vedere, QdA riscopre gli antichi luoghi librari di Viterbo.

Davanti al Duomo di Franco Limardi porta a Viterbo la serie di performance di Quartieri dell’Arte che mettono in risalto il rapporto tra teatro e letteratura. Dopo l’esordio il 18 settembre scorso a Bagnoregio con Woobinda remix di Aldo Nove a cura dell’Accademia degli Artefatti, Quartieri dell’Arte mette in scena un secondo racconto pubblicato da Longanesi all’interno della raccolta Un bacio in bocca curata dal viterbese Giorgio Nisini. Della stessa raccolta fa parte anche Cose che hanno a che vedere con la luce proprio di Giorgio Nisini, la cui nuova data è fissata al 15 ottobre alle 19.30 e alle 23. I testi sono stati scelti in un’ottica di riscrittura, attraverso la riscoperta, del territorio. Saranno infatti messi in scena in un due luoghi che hanno avuto importanza storica per la diffusione del libro.

Davanti al Duomo è in programma (oggi, 28 settembre alle 19.30 e alle 21) in piazza San Lorenzo, idealmente tra la loggia di San Tommaso, che per un periodo molto breve della sua storia è stata anche una libreria, e il Centro diocesano di documentazione per la storia e la cultura religiosa di piazza San Lorenzo. Regia di Angelo Tanzi.

Cose che hanno a che vedere con la luce (in programma il 15 ottobre alle 19.30 e alle 23 in piazza del Comune) è in programma laddove era situata la Stamperia Discepolo, la cui importanza tra la fine del Rinascimento e tutto il Seicento, è universalmente riconosciuta. Nei locali della libreria, che era situata all’angolo tra via Cavour e via San Lorenzo nel Capoluogo, ora si trova il servizio affissioni del Comune di Viterbo. Regia di Angelo Tanzi.

Ma questo è solo l’inizio di un progetto che durerà anche il prossimo anno e che vedrà vari autori di narrativa prestati al teatro, messi in scena nei più importanti luoghi librari di Viterbo. L’ingresso per le performance è offerto dalla direzione artistica di Quartieri dell’Arte.

Prenotazioni a ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com

 

Davanti al Duono
di Franco Limardi. Regia di Angelo Tanzi. Con Carlotta Mangione, Caterina Acampora, Elena Crucianelli, Verdiana Costanzo, Michele Lisi, Carmine Fabbricatore, Raffaele Risoli e Davide Paciolla. Abiti de La Metamorphose.

Sinossi
Un uomo solo attraversa le piazze, percorre le strade del centro storico di una città italiana affollata di turisti. Intorno a lui è in corso l’allestimento dei palchi che ospiteranno dopo poche ore l’inizio di un festival letterario che ha come ospite d’apertura il premio Nobel per la letteratura. L’uomo scatta decine di foto, insiste sui particolari degli edifici storici, sulle statue; la sua sembra essere la ricerca affannosa dell’immagine perfetta, capace di fermare la bellezza e restituirla integra all’occhio che osserva. L’uomo prosegue lungo una strada, fino ad arrivare alla piazza principale. Qui l’incontro inatteso con una donna,  quella che fino a poco tempo prima era stata la sua compagna.
L’iniziale cortesia affoga tra parole e silenzi, imbarazzi e sottintesi che rivelano ciò che è rimasto di un amore e, all’uomo, danno la consapevolezza improvvisa e amara di cosa sia la sua esistenza.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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