Quartieri dell'Arte riempie le pagine dei giornali nazionali e fa il pienone a Tuscania
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Quartieri dell’Arte ieri ha esordito alla grande con Mi sa che fuori è Primavera, adattamento teatrale di Gaia Saitta del libro della nota giornalista Concita De Gregorio messo in scena da Giorgio Barberio Corsetti

Pienone a Tuscania e sui giornali nazionali. Quartieri dell’Arte ieri ha esordito alla grande con Mi sa che fuori è Primavera, adattamento teatrale di Gaia Saitta del libro della nota giornalista Concita De Gregorio messo in scena da Giorgio Barberio Corsetti, uno dei più importanti registi italiani nel mondo.

Ha riempito il Supercinema, e sarà così probabilmente anche per le repliche in programma fino al 9 settembre, ma anche i quotidiani nazionali: dal Corriere della Sera a Il Messaggero, da La Repubblica al Tempo fino ai tg regionali della Rai, tante le citazioni del Festival Quartieri dell’Arte in queste ore.

Presenti anche alcuni importanti critici per assistere al debutto della messa in scena di Barberio Corsetti, sold-out già dalle prime ore della giornata per la Prima mondiale co-prodotta dal Festival Quartieri dell’Arte insieme a Fondazione Odyessea, Fattore K e Forteresse.

Mi sa che fuori è Primavera è la storia di Irina, la mamma delle due gemelline Schepp rapite dal padre dopo la separazione. Mathias, il padre, si suicidò poco dopo non lasciando traccia delle bambine, mai più ritrovate.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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