Quartieri dell’arte inizierà con un omaggio alla macchina di Santa Rosa
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VITERBO - Dal 2 settembre l'allestimento di un corteo in onore della patrona immaginato graficamente da Francesco De Grandi.

VITERBO – Quartieri dell’arte al via con “Vago fiore”. La ‘ri-immaginazione’ di una processione cinquecentesca e del trasporto della Macchina di Santa Rosa del 1690. Pannelli grafici di Francesco De Grandi su tappeto vocale-sonoro di Gian Maria Cervo.

Il progetto, realizzato da Qda  – Mibact, direzione generale per lo Spettacolo dal vivo – regione Lazio- comune di Viterbo- monastero di Santa Rosa- centro studi Santa Rosa- Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, è stato presentato venerdì 21 agosto nel cortile del palazzo dei Priori di Viterbo, in presenza del sindaco del comune di Viterbo Giovanni Arena e dell’assessore alla cultura Marco De Carolis, con gli artisti che hanno concepito e curato l’evento.

Dal 2 settembre al 15 ottobre 2020 nell’ex chiesa degli Almadiani .

Quest’anno, per le esigenze imposte dall’emergenza Covid, a Viterbo non si terranno, come è tradizione antica, le manifestazioni legate alla festa di Santa Rosa, tra cui la processione e il trasporto della celebre macchina di Santa Rosa, evento unico al mondo riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità. 

Il festival Quartieri dell’arte ha voluto trasformare il primo dei progetti teatrali presentati in questa 24esima edizione in un omaggio ai viterbesi e alla festività a loro più cara. Centrale nel programma 2020 sarà infatti la commissione al pittore Francesco De Grandi, esponente di spicco della scuola palermitana contemporanea, di 9 disegni che facciano fare al pubblico un’esperienza connessa al passato remoto della macchina e della festa di Santa Rosa.

A De Grandi è stato chiesto di riprodurre attraverso l’intensa drammaticità della sua pittura e del suo tratto, alcuni momenti del trasporto della macchina del 1690 (il primo di cui si abbia una rappresentazione grafica). L’artista palermitano (che vanta un curriculum internazionale consolidato, con alcune esposizioni alla Biennale dell’Arte di Venezia) ha immaginato una sorta di corteo grafico ideale che riassumesse in sé gli elementi distintivi della Festa di Santa Rosa.  

“Francesco De Grandi è palermitano – dichiara il drammaturgo Gian Maria Cervo, direttore artistico di Quartieri dell’arte – e Palermo e Viterbo sono legate da due feste sacre di grande spettacolarità, in cui cultura popolare e fede si fondono: Santa Rosalia e Santa Rosa. Per questo vorremmo che l’apertura della mostra a Viterbo, il cui titolo “Vago fiore” cita un inno elevato alla santa e alla sua macchina, possa essere anche occasione simbolica di incontro tra due comunità. De Grandi colloca le sue opera all’interno di un’installazione che rappresenta la versione postmoderna di una biblioteca rinascimentale o barocca. E per questo spazio ho creato un tappeto vocale-sonoro per cui hanno prestato la loro voce star del cinema e del teatro italiano che hanno calcato i palcoscenici del festival nel corso degli anni. E’ questa un’ulteriore contestualizzazione dell’ opera che riproduce voci da fiera e espressioni di incitamento usate nel Seicento desunte in gran parte da un ciclo di commedie di Michelangelo Buonarroti jr. andate in scena prima di questa riproposta in forma di riscrittura, solo a Firenze, agli Uffizi, nel 1617.” 

La mostra andrà a costituire un ambiente all’interno del quale ci saranno interventi performativi di teatro e danza, costituirà dunque una esperienza sensoriale a 360 gradi. Alla mostra, con curatela di Marcello Carriero, cui aderiscono anche il monastero di Santa Rosa e il centro studi intitolato alla santa, con l’apporto della studiosa Eleonora Rava e a cui ha dato il patrocinio il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, è abbinato anche un catalogo esclusivo, realizzato in 400 esemplari con interventi originali di Francesco De Grandi.

Una parte consistente del ricavato degli ingressi alla mostra sarà donato al monastero di Santa Rosa e al Sodalizio dei facchini per la realizzazione di iniziative benefiche.  I cataloghi numerati potranno essere acquisiti, oltre che attraverso il semplice acquisto, per eventuali aziende che volessero contribuire, anche attraverso il meccanismo dell’Art bonus che dà diritto di recuperare il 65% delle donazioni effettuate in favore del festival come credito di imposta.  

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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