Quartieri dell'Arte a Bomarzo e Bassano in Teverina con 'Lo Stufato' e 'I Veber'
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VITERBO - La verve ottocentesca dei Fratelli Veber e il loop tra  memoria e violenza di "+" e "-" nel corto Lo Stufato. A Quartieri dell'Arte 2020.

VITERBO – La verve ottocentesca dei Fratelli Veber e il loop tra  memoria e violenza di “+” e “-” nel corto Lo Stufato. A Quartieri dell’Arte 2020.

Mentre fino al 15 ottobre è ancora aperta a Viterbo (ex-Chiesa degli Almadiani) la mostra Vago Fiore – installazione visiva e sonora dedicata a Santa Rosa firmata da Francesco De Grandi e Gian Maria Cervo, con le voci di Boni, Santamaria, Andreozzi e altre guest d’eccezione – Quartieri dell’Arte si sposta a Bassano in Teverina da venerdì 2 a domenica 4 ottobre per la presentazione de I Veber, un ciclo drammaturgico a cura di Gabriele Paupini su due artisti – i fratelli Jean (pittore e vignettista) e Pierre (drammaturgo e saggista) – che furono anche animatori delle notti parigine ai tempi di Toulouse-Lautrec.

Sabato 3 ottobre memoria e violenza tra le mura di Palazzo Orsini a Bomarzo con Flavio Murialdi e Massimo Risi nel corto teatrale “Lo Stufato”

Dal 02 Ottobre al 04 Ottobre ore 17.00 – Borgo – Bassano in Teverina (Biglietti 2 euro).

I VEBER

Un ciclo drammaturgico
A cura di Gabriele Paupini
ALT QVM in collaborazione con il Festival

Jean Veber (1864 –1928) nacque a Parigi. Formatosi come pittore, divenne illustratore quando suo fratello Pierre lo esortò a entrare a far parte dello staff del quotidiano Gil Blas. Nel 1897, il suo disegno raffigurante Otto von Bismarck come un macellaio della sua stessa gente ha causato una grande controversia. Alcune delle sue caricature sono state pubblicate anche su L’Assiette au Beurre e Le Rire. Veber si arruolò volontario nella prima guerra mondiale all’età di cinquant’anni. Fu intossicato da gas velenosi e smobilitato nel corso del 1918.

Pierre Veber (Parigi 1869 – ivi 1942), divenne assai noto agli inizî del Novecento come autore di brillanti opere drammatiche, per lo più scritte in collaborazione con altri. Pubblicò anche romanzi e saggi, soprattutto di argomento teatrale.

3 Ottobre 2020 ore 19.00 / 19.30 / 20.00 – Palazzo Orsini – Bomarzo (Biglietti €10)

LO STUFATO
Scritto e diretto da Flavio Murialdi
Con Flavio Murialdi e Massimo Risi

“+” e “–” si incontrano in uno spazio vuoto, e cominciano a parlare degli argomenti più disparati. Non si chiamano mai per nome ma si capisce che si conoscono. A un certo punto, il gioco del discorso li porta a toccare un tabu: viene nominata una donna. Sarà questo momento di svolta a portare lo spettatore nel labirinto del passato dei personaggi, che riveleranno entrambi un rapporto anomalo con il ricordo e con la violenza. La struttura di questo corto di venti minuti è fatta in modo che possa essere ripetuta all’infinito, come se i due fossero condannati a rivivere eternamente il ciclo dello spettacolo e a ricordare i frammenti dolorosi della propria storia.

Info e prenotazioni: ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com
Tel. 347.8874694

www.quartieridellarte.it

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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